Timidi segnali di ripresa per il commercio
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fonte:
- Il Gazzettino
Ma i consumatori e le associazioni di categoria sono perplessi sui dati diffusi dall`Istat e temono un “Natale gelato“
Roma I consumi riprendono quota a settembre e mettono a segno, per il secondo mese consecutivo, un risultato positivo. Rispetto a settembre 2004, le vendite al dettaglio sono aumentate dell`1,1\%, una crescita sufficiente, secondo il viceministro delle Attività produttive Adolfo Urso, a guardare con fiducia alle festività di fine anno e al 2006, grazie ad una Finanziaria che darà spazio e attenzione alla famiglia. Ma l`ottimismo del governo è tutt`altro che condiviso: i commercianti invitano infatti alla cautela e giudicano l`aumento di settembre solo un effetto ottico.Depurato dall`inflazione (l`indice Istat tiene conto oltre che delle quantità anche dei prezzi), il dato si ribalta infatti in negativo, spiega la Confcommercio. Così il +1,1\% diventa, al netto dei prezzi, un -0,3\%.L`Istat nota in realtà che, dopo il +2,4\% di agosto, il +1,1\% permette di inanellare “un minimo di risultati positivi“. Anche l`andamento del trimestre, dopo il tonfo del secondo (-1,2\% sul 2004 e -0,2\% sui tre mesi precedenti) mostra qualche spiraglio: tra luglio e settembre il valore delle vendite al dettaglio è infatti aumentato dello 0,3\% su base annua e dello 0,2\% su base congiunturale. Tuttavia la `ripresina` non basta a invertire totalmente la rotta rispetto all`inizio dell`anno: nei 9 mesi l`indice Istat è infatti diminuito dello 0,2\%. E per di più ad aumentare a settembre sono stati soprattutto i generi alimentari (che peraltro registrano una inflazione sostanzialmente nulla), con un aumento dell`1,8\%, mentre i non alimentari sono cresciuti di un più contenuto 0,5\%. L`andamento è stato, ancora una volta, più positivo per la grande distribuzione (+2,2\%) mentre i piccoli dettaglianti si sono dovuti accontentare di un +0,3\%.Tutti dati positivi che si annullano leggendo i numeri sotto un`altra lente: al netto della variazione dei prezzi, infatti, spiega la Confcommercio, le vendite “evidenziano una flessione, seppur contenuta, dello 0,3\%“rispetto allo stesso mese del 2004. “Appare quindi difficile parlare di reali segnali di ripresa dei consumi“. E ad essere più penalizzate, denuncia la Confesercenti, sono le piccole imprese: per loro il calo al netto dell`inflazione, calcola l`associazione, è stato dell`1,7\%. Scettica anche l`Intesaconsumatori che prevede una nuova gelata dei consumi proprio a Natale, con un calo delle vendite che potrebbe arrivare al 6\%. Perplessi anche i consimatori. Il “rimbalzo è scontato“, legato soprattutto alla ripresa “inevitabile“ dei prodotti alimentari. L`Intesaconsumatori pronostica infatti un Natale “gelato“.Il consumo degli alimentari, spiega Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori (una delle associazioni dell`Intesa) “è diminuito fortemente negli ultimi anni.Addirittura di un 10\%. Quello registrato dall`Istat – continua – è una sorta di rimbalzo, un dato scontato perché inevitabile dopo tante diminuzioni“.Secondo Trefiletti, al di là degli andamenti mese per mese, “prosegue il gelo della situazione italiana. Segnali e studi di diverse associazioni portano a pensare che sarà un Natale gelatissimo, con un calo delle vendite di circa il 6\%“.
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