22 Ottobre 2005

Telecom, per favore, lasciaci in pace!

Se la cosa può consolare, i “bidoni telefonici“ non risparmiano nessuno. Provate a sfogliare l`elenco delle denunce per l`addebito di servizi non desiderati: non troverete alcuna distinzione di status, censo, categoria sociale. Un mese e mezzo fa era toccato addirittura al presidente regionale dell`Adusbef, l`associazione dei consumatori piemontesi. Allora, Alessandro Di Benedetto si trovò in bolletta una voce sconosciuta, la “nuova teleconomy professional“, un piccolo extra del valore di appena 503,63 euro più Iva. Adesso è la volta del deputato diessino Alberto Nigra che si è insospettito per una tariffa telefonica un po` più alta del normale ed ha scoperto l“`errore“ nel calcolo forfettario della Telecom. La storia di casa Nigra è la stessa di centinaia di utenti: “Nella bolletta della mia abitazione torinese sono stati addebitati 43,80 euro per un cordless, un telefono senza fili mai richiesto né ricevuto“. Il deputato ha chiesto il rimborso, ma ipotizza che non si tratti di un misunderstanding comunicativo: “Sono convinto che simili sbagli non siano imputabili ai semplici addetti, ma ai livelli dirigenziali…“. E` l`accusa che la presidente regionale di Codacons, Tiziana Sorriento, ripete da mesi: “La Telecom, come molti altri gestori, adotta una politica aziendale poco trasparente, che infatti l`Autority per le telecomunicazioni ha più volte sanzionato“. Tra il 2004 e il 2005 i “bidoni telefonici“ sono aumentati del 250%. I dati delle associazioni dei consumatori confermano un fenomeno di cui nelle nostre città si parla ormai quotidianamente e in molti casi con una certa rassegnazione: una specie di obolo inevitabile da pagare per il semplice fatto di possedere un telefono fisso o un cellulare. Sentite le statistiche di Tiziana Sorriento: “Solo 30 utenti su 100 si accorgono delle bollette “ritoccate“. Di questi 30, appena 2 pretendono un rimborso e uno soltanto è disposto ad avviare una procedura legale“. Da qui, il sospetto legittimo degli avvocati di Adusbef e Codacons: “Pur mettendo in conto un risarcimento ogni cento “errori“, alle aziende conviene comunque addebitare gli extra e provare a farla franca“. La lista delle segnalazioni di bollette arrotondate per eccesso è lunga quanto l`attesa di una risposta. E il logo Telecom compare più volte degli altri solo perché, nonostante il debutto di nuovi gestori, resta l`azienda leader nel settore della telefonia. Sostituite Alberto Nigra con un nome diverso e avrete il medesimo caso di “bidone“ moltiplicato all`infinito. C`è la badante straniera di una pensionata torinese di 83 anni, che ha incautamente firmato l`attivazione del contratto “Canonezero“ di Wind, certa che così non avrebbe più dovuto pagare il canone: invece s`è ritrovata con due gestori, il vecchio Telecom e il nuovo Wind, e una sola linea telefonica. Ci sono centinaia di torinesi che da un giorno all`altro hanno scoperto una insolita segreteria telefonica attivata sul telefono dei loro medici di base che però, ignari del servizio “gentilmente“ offerto da Telecom, non lo utilizzavano. C`è la settantacinquenne R.M., una donna praticamente analfabeta, capace di scarabocchiare il suo nome ma non di leggere o scrivere, che è stata tentata da un abbonamento Megalinea Fastweb comprensivo di navigazione internet su fibra ottica, 4 caselle di posta elettronica, tivù. Lei, che a malapena compone il numero di telefono sulla tastiera dell`apparecchio fisso. E dire che, vivendo sola con una pensione da 500 euro, R.M. era certa che firmando avrebbe risparmiato sulla bolletta. L`antidoto all`epidemia del “bidone telefonico“? Stare all`erta, suggerisce Alessandro Di Benedetto: “Controllare attentamente la bolletta e se ci sono servizi non richiesti pagare il bollettino con la cifra sospetta decurtata. Poi, in caso di proteste del gestore, telefonare al Corecom, l`ente regionale delegato alla telefonia“. Finché per le aziende sarà più conveniente inviare bollette senza “errori“.

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