18 Ottobre 2005

RC AUTO: UE CONTRO OBBLIGO COPERTURA TUTTI I RISCHI

RC AUTO: UE CONTRO OBBLIGO COPERTURA TUTTI I RISCHI /ANSA

PARTE SECONDA FASE INFRAZIONE, CRITICHE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI

(ANSA) – BRUXELLES, 17 OTT – La Commissione europea

aumenta la pressione sull`Italia e chiede formalmente al Governo

di modificare la legislazione che impone a tutte le compagnie di

fornire un`assicurazione obbligatoria sulla rc auto per

qualsiasi tipo di rischio.

L`iniziativa, annunciata oggi, è stata presa con l`invio di

un `parere motivato`, che apre cioé la seconda fase della

procedura di infrazione dopo le lettere di `messa in mora`

partite nel luglio e nel dicembre del 2004.

In assenza di una “risposta chiara da parte delle autorità

italiane“ a quelle comunicazioni, l`esecutivo Ue ha così

deciso di fare un ulteriore passo avanti verso la Corte di

giustizia europea. Sarebbe questa, infatti, la prossima mossa di

Bruxelles qualora dovesse ritenere “non sufficiente“ la

risposta italiana, che dovrà arrivare entro due mesi.

La Commissione europea ha ricevuto “vari reclami su questo

tema“, ha spiegato oggi un portavoce sottolineando che il

regime italiano “sembra essere contrario alla libertà di

commercializzare prodotti assicurativi come stabilito nella

terza direttiva `Assicurazioni non vita“`. Inoltre, ha

osservato, le norme possono “scoraggiare“ gli assicuratori

stranieri dall`entrare nel mercato nazionale.

Di conseguenza, questo regime “limita la libertà di fornire

servizi nonché il diritto di stabilimento“ previsto dalla

legge comunitaria, ha concluso la Commissione.

La normativa italiana sull`rc auto impone a tutte le imprese

assicuratrici il cosiddetto “obbligo a contrarre“. Tutte le

compagnie che esercitano l`assicurazione rc auto in Italia

(quindi anche quelle straniere che vogliono entrare nel mercato)

sono obbligate cioé a prevedere tariffe per tutte le tipologie

di rischio e devono accettare chiunque faccia richiesta di

copertura assicurativa.

Una particolarità, questa, tutta italiana che impone alle

aziende di prevedere polizze per tutti i cittadini, tutto il

territorio, tutte le tipologie di rischio, tutti i tipi di

veicoli, senza la possibilità insomma di concentrarsi solo in

alcune regioni o di specializzarsi, ad esempio, solo in motorini

o tir.

Chiedendo una modifica della normativa, giudicata in

contrasto con le direttive europee sulla liberalizzazione, la

Commissione Ue ha accolto le sollecitazioni di alcune compagnie

straniere presenti in Italia. In base all`obbligo a contrarre,

le imprese hanno infatti previsto tariffe per tutte le regioni,

salendo però con i costi delle polizze in alcune città oltre i

limiti giudicati accettabili dall`Isvap. Entrate nel mirino

dell`istituto di vigilanza, le compagnie hanno fatto ricorso a

Bruxelles.

Ma la “solerzia“ dell`esecutivo Ue nel difendere gli

“esclusivi interessi delle imprese“ è stata criticata dalle

associazioni dei consumatori. Secondo Interconsumatori, infatti,

Bruxelles “sembra essere asservita alle lobby economiche, e di

conseguenza lontana anni luce dalle esigenze dei consumatori“.

Più cauta l`Adiconsum secondo cui, più che abolire l`obbligo a

contrarre, è necessario “regolamentarlo“. (ANSA).

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