25 Settembre 2005

Si fa largo il biologico mentre l?ogm resta il ?grande nemico?

Si fa largo il biologico mentre l?ogm resta il ?grande nemico?




La tutela della tipicità della produzione, la sicurezza degli alimenti che portiamo sulle nostre tavole, la salvaguardia della biodiversità e dell`ambiente nel quale viviamo, rappresentano gli elementi caratterizzanti la “qualità“ dell`Umbria, qualità che identifica la nostra regione. E` quindi da analizzare se i nuovi modelli produttivi basati sulle coltivazioni biologiche o sugli organismi geneticamente modificati siano conformi a questo parametro positivo. Anche in Umbria il biologico è un settore in forte espansione, ma anche qui si tratta di verificare la posizione dei produttori rispetto al mercato che si presenta ancora frammentato. Va rafforzato l`associazionismo dei produttori biologici per consentire un accesso al mercato di maggior potere contrattuale. Un settore, il biologico, che merita di essere seguito con attenzione e valutato bene, tanto che ogni regione, secondo la legge nazionale, dovrà redigere un piano per la coesistenza tra agricoltura convenzionale, biologica e ogm. Questo piano dovrà vedere la luce alla metà del 2006. I prossimi mesi dovranno essere utilizzati per capire bene se si può pensare ad un piano di questo tipo anche per l`Umbria.
Per il momento l`ogm è definito il “grande nemico“ della nostra tipicità tanto che, per difendere l`identità della nostra regione da questa “aggressione“, si è costituita la Coalizione “Umbria libera da Ogm“, sul modello del tavolo nazionale che raggruppa organizzazioni professionali agricole, dell`industria, della distribuzione alimentare, le associazioni ambientaliste e dei consumatori, del biologico, le forze politiche e le rappresentanze degli enti locali. Con la recente approvazione del decreto Alemanno che detta regole per la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche, viene assegnato un ruolo determinante alle Regioni che devono procedere entro il 31 dicembre alla predisposizione di appositi piani di coesistenza. In un recente convegno organizzato dalla Coalizione (alla quale aderiscono ben 26 soggetti tra cui la Lega dei Consumatori, Anci, Adiconsum, Codacons, Coldiretti, Confconsumatori eccetera) sono state fatte è stato deciso di incentivare la campagna di sensibilizzazione dei cittadini-consumatori, delle istituzioni locali, dei produttori agricoli, delle industrie di trasformazione e di distribuzione del settore agroalimentare. E? stata anche decisa un?attività di pressione nei confronti della Regione. Questo ultimo punto, alla luce del decreto Alemanno, assume una importanza fondamentale per favorire l`adozione di un piano di coesistenza rigido, per sostenere la regione nella coraggiosa politica di tutela del territorio, nell`assicurare una partecipazione ampia e rappresentativa nelle procedure di adozione del Piano, nel realizzare un sistema di controllo efficace su sementi, mangimi e alimenti affinché la libertà di scelta si affermi come diritto inviolabile per il cittadino consumatore che si confronta con la veridicità delle etichette, per l`agricoltore che deve avere la certezza di una semina sicura, per l`industria che deve far valere il vantaggio comparativo delle filiere “Ogm free“.


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