FARMACI:ANTITRUST,DISTRIBUTORI SELF SERVICE; CORO DI NO
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 23 set – L`Antitrust chiede di rendere
possibile l`installazione di distributori self service di
farmaci da banco, all`esterno delle farmacie, per facilitare i
consumatori. Ma la proposta non piace ai farmacisti e neppure a
produttori di farmaci da banco, così come non convince le
associazioni di cittadini che preferirebbero vedere questi
prodotti nei supermercati.
In una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato,
al Presidente del Consiglio, al Ministro per gli Affari
Regionali e al Ministro della Salute, l`Antitrust ribadisce
l`esigenza di liberalizzare la distribuzione dei medicinali da
banco, permettendola anche nei supermercato, ed aupispica una
modifica delle norme.
Per l`Autorità, infatti, è possibile una diversa
interpretazione della legge che permetta l`installazione di
distributori self service con accesso dall`esterno.
Il distributore farebbe comunque parte della farmacia e,
soprattutto, i prodotti vi sarebbero inseriti dal farmacista
abilitato, garantendo così la partecipazione e la
responsabilità di quest`ultimo all`erogazione dei medicinali.
Sui distributori potrebbero essere apposte indicazioni per
facilitare la possibilità per i consumatori di acquisire
comunque consulenze professionali sui medicinali distribuiti (ad
esempio, l`indirizzo ed i recapiti telefonici della guardia
medica di zona).
Ma la risposta di aziende e farmacisti è un secco `no`.
“L`Antitrust tutela il mercato, noi dobbiamo tutelare la
salute“ afferma il presidente di Federfarma, Giorgio Siri.
“Servirebbe un carabiniere davanti ad ogni distributore – ha
spiegato il rappresentante di 16.000 farmacie private – dove
potrebbe recarsi chiunque, compresi i bambini. Così sarebbe
impossibile segnalare tutte le controindicazioni che sono a
conoscenza del farmacista. Non c`é neppure un farmaco senza
controindicazioni. Le caramelle per il mal di gola a base di
iodio non possono essere date all`iperteso. I propoli non vanno
dati in gravidanza. Potrebbero essere distribuite così solo le
vitamine e alcuni integratori che per altro non sono esclusivi
per la farmacia ma non finiscono nei supermercati per il
disinteresse di questi“. Critico anche il presidente dell`Anifa
(farmaci di autocura) Angelo Zanibelli.
“Sostenere che un distributore automatico su un muro della
farmacia e riempito da un farmacista garantisca la sicurezza dei
cittadini – dice Zanibelli – non è credibile. Ciò che conta è
che il cittadino sia messo nelle condizioni migliori per fare la
propria scelta responsabile e in sicurezza. Per questo, il luogo
giusto è la farmacia, in cui vengono assicurate tutte le
condizioni di visibilità, di trasparenza, di concorrenzialità
tra prodotti, e dove il farmacista è il garante attivo di un
rapporto professionale col consumatore“.
La vendita dei farmaci nei self service può destare
perplessità ma, secondo Cittadinanzattiva, “é comunque
necessario liberalizzare la distribuzione“. L`associazione si
augura, pertanto, che questa proposta possa far riprendere in
considerazione la vendita dei farmaci da banco nei supermercati,
alla presenza di un farmacista e godendo dei “benefici della
reale concorrenza per il portafoglio degli italiani“. L`idea
non convince neppure il Codacons: “vantaggi sarabbero solo per
le farmacie“. Meglio sarebbe vendere i medicinali nei
supermarket. (ANSA).
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