24 Settembre 2005

FARMACI:ANTITRUST,DISTRIBUTORI SELF SERVICE; CORO DI NO

FARMACI:ANTITRUST,DISTRIBUTORI SELF SERVICE; CORO DI NO/ANSA









(ANSA) – ROMA, 23 set – L`Antitrust chiede di rendere

possibile l`installazione di distributori self service di

farmaci da banco, all`esterno delle farmacie, per facilitare i

consumatori. Ma la proposta non piace ai farmacisti e neppure a

produttori di farmaci da banco, così come non convince le

associazioni di cittadini che preferirebbero vedere questi

prodotti nei supermercati.

In una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato,

al Presidente del Consiglio, al Ministro per gli Affari

Regionali e al Ministro della Salute, l`Antitrust ribadisce

l`esigenza di liberalizzare la distribuzione dei medicinali da

banco, permettendola anche nei supermercato, ed aupispica una

modifica delle norme.

Per l`Autorità, infatti, è possibile una diversa

interpretazione della legge che permetta l`installazione di

distributori self service con accesso dall`esterno.

Il distributore farebbe comunque parte della farmacia e,

soprattutto, i prodotti vi sarebbero inseriti dal farmacista

abilitato, garantendo così la partecipazione e la

responsabilità di quest`ultimo all`erogazione dei medicinali.

Sui distributori potrebbero essere apposte indicazioni per

facilitare la possibilità per i consumatori di acquisire

comunque consulenze professionali sui medicinali distribuiti (ad

esempio, l`indirizzo ed i recapiti telefonici della guardia

medica di zona).

Ma la risposta di aziende e farmacisti è un secco `no`.

“L`Antitrust tutela il mercato, noi dobbiamo tutelare la

salute“ afferma il presidente di Federfarma, Giorgio Siri.

“Servirebbe un carabiniere davanti ad ogni distributore – ha

spiegato il rappresentante di 16.000 farmacie private – dove

potrebbe recarsi chiunque, compresi i bambini. Così sarebbe

impossibile segnalare tutte le controindicazioni che sono a

conoscenza del farmacista. Non c`é neppure un farmaco senza

controindicazioni. Le caramelle per il mal di gola a base di

iodio non possono essere date all`iperteso. I propoli non vanno

dati in gravidanza. Potrebbero essere distribuite così solo le

vitamine e alcuni integratori che per altro non sono esclusivi

per la farmacia ma non finiscono nei supermercati per il

disinteresse di questi“. Critico anche il presidente dell`Anifa

(farmaci di autocura) Angelo Zanibelli.

“Sostenere che un distributore automatico su un muro della

farmacia e riempito da un farmacista garantisca la sicurezza dei

cittadini – dice Zanibelli – non è credibile. Ciò che conta è

che il cittadino sia messo nelle condizioni migliori per fare la

propria scelta responsabile e in sicurezza. Per questo, il luogo

giusto è la farmacia, in cui vengono assicurate tutte le

condizioni di visibilità, di trasparenza, di concorrenzialità

tra prodotti, e dove il farmacista è il garante attivo di un

rapporto professionale col consumatore“.

La vendita dei farmaci nei self service può destare

perplessità ma, secondo Cittadinanzattiva, “é comunque

necessario liberalizzare la distribuzione“. L`associazione si

augura, pertanto, che questa proposta possa far riprendere in

considerazione la vendita dei farmaci da banco nei supermercati,

alla presenza di un farmacista e godendo dei “benefici della

reale concorrenza per il portafoglio degli italiani“. L`idea

non convince neppure il Codacons: “vantaggi sarabbero solo per

le farmacie“. Meglio sarebbe vendere i medicinali nei

supermarket. (ANSA).

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