19 Giugno 2005

Buoni-pasto, da domani potrebbero essere rifiutati dagli esercenti



LA PROTESTA Lo “sconto“ sui ticket preteso dai datori di lavoro si ripercuote sui passaggi successivi. I baristi non ci stanno più. E a subire il danno saranno i consumatori Buoni-pasto, da domani potrebbero essere rifiutati dagli esercenti Buoni-pasto non più “graditi“: ristoratori, baristi, supermercati e alimentaristi da domani, lunedì, potrebbero non accettare più i “ticket“ usati ogni giorno -secondo stime di Ticket Accor Services- da 2,3 milioni di lavoratori. Il rifiuto del ticket partirà domani in Piemonte ma a breve termine potrebbe estendersi in tutta Italia. E già da domani i ticket-pasto non saranno accettati nei 340 ristoranti di McDonald`s in Italia.“A Torino -precisa all`agenzia Adnkronos Edi Sommariva, direttore generale Fipe-Confcommercio (cui sono associati circa 60.000 pubblici esercizi) – lunedì sarà blocco totale, e sempre nella prossima settimana tutte le associazioni di categoria renderanno note le modalità di protesta“.“I datori di lavoro -spiega Sommariva- indicendo gare di appalto fanno partire la corsa al ribasso per le società che emettono ticket. Il margine tra il valore facciale e quello effettivo pagato si trasforma per loro in profitto“. Il valore del ticket che il lavoratore può spendere per mangiare viene pagato dal datore di lavoro fino al 20\% in meno. “Per recuperare tale differenza le società che emettono buoni pasto si rifanno sui ristoratori. Che a loro volta possono decidere se rifiutare i buoni, aumentare i prezzi o ancor peggio optare per offrire prodotti di minore qualità“.“I consumatori – aggiunge il direttore Fipe- sono l`anello debole di questa catena, e sono proprio loro che a partire da lunedì 20 subiranno i maggiori disagi. Ma è proprio a loro che chiediamo una solidarietà per poter risolvere questa questione e migliorare le condizioni per poter offirire un migliore servizio“. E mentre il Codacons scende in campo in difesa dei consumatori (“gli unici a rimetterci sarebbero i consumatori; gli esercenti devono accettare i ticket senza condizioni, altrimenti partiranno anche denunce“), l`Antitrust “non esclude di aprire un`istruttoria sui buoni pasto“.Un appello infine viene lanciato dalla Fipe al governo. “Basta con questa politica sorda e cieca. Due anni fa abbiamo lanciato il “no ticket day“ per far conoscere la situazione e in questi due anni l`unica risposta è stata un`ulteriore aumento delle commissioni“. “Il governo definisca criteri di solvibilità, e metta in condizione il circuito di essere trasparente fermando il deprezzamento con delle norme che valorizzino la qualità del servizio“.

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