3 Marzo 2005

«In gioco il 10% del mercato»

MILANO ? Accordi collusivi sui prezzi finali per le utenze business di Tim e Vodafone; un cartello e profitti eccessivi sugli Sms, inclusi quelli di Wind ( si veda la tabella accanto); discesa dei prezzi inferiori agli altri grandi mercati europei. Sarà questo, e non solo, quello che dovrà verificare l`Antitrust nella sua istruttoria.
A scuotere la tranquillità dei big della telefonia è stato per primo Andrea Filippetti, amministratore delegato di Tele2 Italia, la società che appartiene al gruppo svedese Tele2 ( 28 milioni di utenti in 24 Paesi europei).
Tele2 Italia opera solo nella telefonia fissa. « È inaccettabile? dice Filippetti ? la situazione di stallo dell`Italia, l`unico Paese con Spagna e Portogallo dove non si può operare nella telefonia mobile come operatore virtuale o rivenditore di traffico » . Se finalmente le regole lo consentiranno, dice Filippetti, ne vedremo delle belle: « Sulla base dell`esperienza di Tele2 in altri cinque Paesi, stimiamo che ai big potrebbe essere sottratta una quota intorno al 10 per cento. Da sola, Tele2 Italia potrebbe aspirare al 5%, in 2 o 3 anni » . « La delibera con cui l`Autorità blocca gli operatori virtuali è superata dall`entrata in vigore del Codice delle Comunicazioni elettroniche » aggiunge. In realtà il Codice apre a questa nuova forma di accesso alle reti dei gestori, ma non prima della conclusione delle analisi dei mercati delle telecomunicazioni richieste dalla Ue e attualmente in corso all`Autorità per le comunicazioni. L`Antitrust dovrà poi verificare quanto denunciato dagli altri ricorrenti, cioè che lo stop imposto da Cheli « contrasti con il principio della libera prestazione dei servizi stabilito dall`articolo 49 del Trattato Ce, poiché impedisce a gestori europei di offrire i propri servizi di operatore virtuale in Italia » .
Per Filippetti l`ingresso nella telefonia mobile è una priorità: « Le strade sono tre. In ordine di importanza, l`operatore virtuale. Poi la possibilità, già prevista, di rivendere il servizio telefonico senza avere una numerazione propria né sim card proprie. Infine, potremmo operare con un city network, cioè con una vera e propria infrastruttura ma coprendo solo le grandi città » .
I consumatori sperano. Il Codacons azzarda cifre stratosferiche: «La mancata concorrenza in Italia sul fronte degli operatori virtuali e dei provider ha provocato danni economici per gli utenti pari ad almeno 150 miliardi di euro » .

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