26 Febbraio 2005

Prezzi, aumenti sì ma non del 90%

«Se davvero i prezzi in tre anni fossero cresciuti dell?80-90%, la gente avrebbe fatto la rivoluzione». Commenta così, il presidente provinciale di Confcommercio, Antonio Giorgetti, i dati Codacons-Lista consumatori Umbria sul costo della vita dal 2001 al 2004. «L?aumento dei prezzi c?è stato – fa notare Giorgetti – ma anche delle tariffe di quei servizi fissi erogati da grandi imprese (dalle banche alle autostrade, passando per le compagnie petrolifere) o enti che non hanno avuto alcun riguardo per i problemi dei consumatori. Ma si tratta di aumenti di entità ben inferiore».
Codacons e Lista consumatori hanno criticato i dati Istat sull?andamento dell?infalzione nel periodo 2001-2004 secondo i quali il costo della vita in Umbria è salito del 7,1% contro una media nazionale del 7,6%. Per i due movimenti, invece, nella regione ci sarebbero stati prodotti il cui prezzo sarebbe salito anche dell?80-90%. Una percentuale comunque contestata dai commercianti. «Se ci fossero stati aumenti simili – continua Giorgetti – lo stipendio che oggi varrebbe la metà, tre anni fa sarebbe stato un ?super-stipendio che avrebbe permesso un un tenore di vita molto elevato. Invece sappiamo che quello stipendio bastava già tre anni fa per una vita dignitosa. Inoltre, in presenza di aumenti simili, oggi con mezzo stipendio le famiglie dovrebbero arrivare solo a metà mese. Ma allora la gente farebbe la rivoluzione: a meno che, contemporaneamente, non fossero diminuite le spese fisse, che dobbiamo comunque sostenere per non rinunciare del tutto al nostro tenore di vita».

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