Telecom rivede la bolletta
-
fonte:
- La Stampa
Scatto più caro e sconto
sui minuti delle «urbane»
Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Come era stato anticipato durante le Feste di Natale, della grande manovra tariffaria che doveva (fra l?altro) rivoluzionare le chiamate fisso-mobile degli utenti Telecom è rimasta solo una modesta correzione delle telefonate urbane da apparecchio fisso a fisso (costi più bassi al minuto e un po? più da pagare per lo scatto alla risposta) e inoltre una correzione all?insù del canone per i contratti business (un euro in più al mese).
Il gruppo di Tronchetti nega che si tratti di una marcia indietro e rivendica a proprio merito di aver accettato l?indicazione dell?Authority a rinviare una modifica dei prezzi, nel rispetto del cosiddetto «price cap», alla quale aveva pieno diritto. Completamente diverso il commento di Intesaconsumatori, secondo cui «senza la nostra forte protesta il cambiamento delle tariffe Telecom avrebbe avuto un costo non indifferente per i consumatori, stimato in almeno 37 euro a famiglia».
Per scendere nel dettaglio, l`Autorità per le comunicazioni ha dato via libera alla manovra che partirà domenica prossima 23 gennaio e che prevede per le chiamate urbane un aumento dello scatto alla risposta da 6,2 a 7,87 centesimi di euro, mentre i prezzi per un minuto di conversazione scendono da 1,90 a 1,43 centesimi per la fascia intera e da 1,09 a 0,82 centesimi per la fascia ridotta (che va dal lunedì al venerdì dalle 0 alle 8 e dalle 18,30 alle 24, e il sabato dalle 0 alle 8 e dalle 13 alle 24, la domenica e i giorni festivi tutto l?arco delle ventiquattro ore).
Il commissario relatore del provvedimento presso l?Authority, Paola Manacorda, osservava ieri che il cambiamento delle tariffe per le chiamate locali lascerà immutati gli esborsi medi dei consumatori per quanto riguarda le telefonate urbane. La nota ufficiale con cui il Garante dà via libera alla manovra spiega che «con la decisione adottata dopo le audizioni dei sindacati e delle associazioni dei consumatori la bolletta media degli utenti risulta invariata. L`aumento del canone riguarda solo l`utenza affari mentre rimangono invariate le tariffe fisso-mobile. L`Autorità ritiene di aver salvaguardato con questa manovra il potere di acquisto degli utenti in un consolidato orientamento a tutela delle loro garanzie».
Le associazioni dei consumatori cantano vittoria. L`Intesa, nel rivendicare «il merito di aver salvaguardato il potere di acquisto degli italiani, almeno per le utenze familiari con bollette telefoniche medie a sostanziale invarianza dei costi», si dice «rammaricata per non essere riuscita a fermare l`aumento del canone delle utenze affari, rincarato di 1 euro al mese», cosa che produrrà un aumento dell?esborso annuo complessivo delle imprese pari a «72 milioni di euro oltre all?Iva per circa 6 milioni di utenze affari, soggette anch`esse a una sfavorevole congiuntura economica».
Il pool di associazioni dà anche consigli agli utenti e «in una fase di difficile congiuntura rinnova l`appello a non effettuare lunghe telefonate, per poter ammortizzare in tal modo gli oneri derivanti da un aumento del canone ?affari?, che invece di essere accresciuto dovrebbe essere abolito», cosa che dovrebbe avvenire, a giudizio dei consumatori, a maggior ragione per le utenze famiglia, in quanto il loro canone è già stato «abbondantemente pagato negli anni dagli utenti» e anche perché «non è legato ad alcun corrispettivo di servizio».
Per quanto riguarda i cambiamenti delle tariffe da telefono fisso a cellulare (che non erano, nella proposta di Telecom a dicembre, degli aumenti secchi ma un mix di rincari e di sconti, a costo complessivo presentato come neutro per la media degli utenti), tutto dovrebbe essere rinviato alla ridefinizione, da parte dell?Authority, dei nuovi prezzi di «terminazione», cioè della parte di tariffa che remunera gli operatori mobili, in modo da rendere le due cose contemporanee; la novità dovrebbe arrivare entro l?anno.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TELEFONIA
