Sono in molti a protestare contro la scarsa tolleranza
Entra in vigore la legge che proibisce di fumare nei locali aperti al pubblico
Sono in molti a protestare contro la scarsa tolleranza e il capofila è proprio il ministro della Difesa Antonio Martino
ROMA. Tempo scaduto per gli irriducibili della sigaretta. Dalla mezzanotte di oggi, accompagnata da proteste e mugugni, entra in vigore la legge voluta dal ministro della Salute Girolamo Sirchia per la tutela dal fumo passivo. In bar, ristoranti, discoteche, uffici e in tutti gli altri locali aperti al pubblico le «bionde» non potranno più entrare. Unica eccezione quei locali – pochi – che abbiano creato compartimenti speciali per chi alla sigaretta durante un drink o alla fine di una lauta cena non vuole proprio rinunciare. Ma polemiche o no «la maggioranza degli italiani è con me», ha dichiarato Sirchia ieri sera. Le nuove norme non hanno avuto un cammino facile. Invise alle lobby del tabacco – che però già le sopportano in quasi tutti i paesi occidentali – nel Belpaese hanno incontrato soprattutto la protesta dei ristoratori che al rush finale hanno tentato invano di ottenere una proroga. Oggetto della contesa, quegli articoli di legge che obbligano i gestori dei locali a chiamare la forza pubblica in caso di clienti disobbedienti: pena multe salatissime che possono arrivare, in caso di controlli a sorpresa, fino alla sospensione della licenza. Contro l?impianto di una legge accusata di ghettizzare 5 milioni di italiani si sono levate anche le proteste di numerosi parlamentari (soprattutto di Forza Italia) che hanno tentato di bloccarne il varo. E si sono levate le voci di esponenti del governo: in primis quella del ministro della Difesa Antonio Martino, indefesso amante del sigaro. «I ristoranti no smoking faranno a meno di me», ha detto più volte il ministro. «Servono tolleranza e buona eduazione, non divieti», ha ribadito ieri Martino aggiungendo di ritenere che la legge in questioni violi anche, per certi aspetti, il diritto di prorietà privata. Tra proteste, lamentele, e minacce di ricorsi, l?ora X è comunque arrivata. Con grandissima soddisfazione della Lega italiana per la lotta ai tumori e di molte associazioni dei cosumatori. E pazienza se lunedì mattina la ripresa sarà dura per molti; soprattutto per i lavoratori di uffici dove, finora, i responsabili della salute avevano chiuso un occhio, se non due. Da domani i divieti divengono tassativi per le aziende che vorranno tutelare la salute dei propri dipendenti mettendosi così al riparo da eventuali guai futuri con la magistratura. Quanto a bar e ristoranti sono 250mila i locali interessati. Ma solo il 2 per cento potrà adeguarsi per l?accoglienza dei fumatori, denuncia la Confcommercio mentre il Codacons annuncia blitz nei bar di mezza Italia.
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