6 Gennaio 2005

«Non ci sono spazi riservati»

Parola d?ordine, boicottare «Non ci sono spazi riservati»




Meno della metà dei bar e dei ristoranti possono permettersi una «saletta»





MILANO. I nuovi divieti anti-fumo partono tra le proteste degli esercenti che lamentano soprattutto gli eccessivi costi per realizzare sale per fumatori dotate di tutti i requisiti previsti dalla legge. Secondo le stime della Fipe-Confcommercio l?adeguamento degli ambienti viene a costare circa 300 euro a metro quadrato senza contare poi le difficoltà strutturali «Poichè – ha sottolineato il direttore della Fipe-Confcommercio Edi Sommariva – per la maggior parte dei locali si tratterebbe di affrontare modifiche degli ambienti non sempre possibili». E la conferma di una situazione quanto mai caotica arriva dall?Unione nazionale impianti depurazione (Unide): secondo i dati Unide non è stato ancora installato alcun impianto di depurazione in locali pubblici e privati che sia a norma. In base a un?indagine Fipe, svolta tra il 13 e il 18 dicembre 2004 su un campione di 750 pubblici esercizi, coloro che possono destinare un ambiente ai fumatori perchè dispongono di più locali sono circa il 45% (l?82% sono rappresentati da ristoranti e il 18% da bar). Solo il 4,9% però ha approntato o ha intenzione di approntare una sala fumatori (il 41,5% non ci ha ancora pensato, mentre il 53,6% vieterà di fumare). Ma anche tra coloro che hanno approntato una sala fumatori, ha sottolineato Sommariva, «solo 1 locale su 5 ritiene di aver ottenuto un certificato di corretta installazione per l?impianto di depurazione: vale a dire il 20% dei ristoranti e il 50% dei bar». Le difficoltà economiche non sono l?unico cavallo di battaglia dei gestori di bar e ristoranti: la Fipe ha annunciato nei giorni scorsi un ricorso al Tar contro l?obbligo di denuncia dei clienti fumatori. La parola d?ordine è: boicottare la legge anti-fumo del ministro Sirchia, non denunciando i trasgressori. I gestori proprio non ci stanno a sottostare ad una normativa che li trasformerebbe in «controllori-sceriffi». Un secondo ricorso al Tar sarà inoltre presentato insieme all?Associazione imprenditori locali da ballo (Silb) e all?Associazione concessionari sale Bingo (Ascob): «In questi locali infatti – hanno rilevato i presidenti delle due associazioni, Renato Giacchetto e Vincenzo La Ventura – è del tutto impossibile un?applicazione delle nuove norme. Un esempio? Se nella discoteca di una città, affollata da mille persone, in 300 decidessero di uscire per fumare una sigaretta, si porrebbe un problema di ordine pubblico». Ma la lotta al fumo si combatte anche su un altro fronte. E? quella del ministro della Salute Sirchia, appoggiato da Codacons e Lega Tumori, contro la circolare dei Monopoli di Stato che modifica gli orari di apertura delle macchinette distributrici di sigarette. Da un anno e mezzo a questa parte i distributori funzionavano solo dalle 22 alle 7 per limitare l?accesso dei minori: ora resteranno aperte anche di giorno.

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