6 Gennaio 2005

Divieto antifumo, nessuno si adegua








La questione dei controlli è stata da sempre sollevata dalle associazioni dei consumatori sollecitando i regolamenti che, in ogni ente locale ed in ogni dipartimento dovrebbero individuare nome e cognome del responsabile dei controlli. «È inutile apporre i cartelli con i divieti – fanno notare dal Codacons Umbria – se non si sa chi deve intervenire per sanzionare».
Diverso il parere del presidente Ascom di Assisi e Valfabbrica, Francesco Nizzi: «La bellezza di molti nostri locali – spiega – è data dalle volte medievali dei soffitti e dagli spazi ridotti: sarà impossibile collocarci gli impianti richiesti dalla legge e c`è il rischio di una diminuzione di clienti soprattutto nei bar e nei locali dove c`è più movimento».
Oltre ai cartelli, lo spazio per i fumatori dovrà essere delimitato da pareti e porte in grado di tutelare chi non fuma: «Un problema – sottolinea la Confcommercio di Perugia – che, oltre agli esercizi pubblici, riguarderà tutti i locali di pubblico accesso come uffici, i circoli privati, le gallerie dei centri commerciali, gli studi professionali, i parrucchieri, ma, su questo, manca ancora un`informazione capillare».
Ai costi, si aggiunge poi la preoccupazione dei gestori di dover assumere l`atteggiamento del guardiano severo, pronto a punire il fumatore distratto: «Ci opponiamo fermamente al ruolo da sceriffi che il ministro Sirchia vuole attribuire ai titolari o lavoratori di pubblici esercizi e attività commerciali, obbligandoli a denunciare i trasgressori – dice Romano Cardinali, presidente della Fipe di Perugia – da parte nostra non ci sarà nessun boicottaggio della legge, ma ci opponiamo al ruolo di delatori che non ci compete, che riteniamo illegittimo e contro cui faremo ricorso al Tar». Una posizione ovvia, non si può chiedere ad un esercente di diventare il nemico dei suoi clienti fumatori. Come in tutte le cose, servirà del buon senso anche in questo caso.
Su questo punto le posizioni sono unanimi: da Perugia a Terni, da Assisi a Foligno, le associazioni contesteranno fermamente l`obbligo di denuncia del cliente trasgressore che pesa sul ristoratore dietro la minaccia di una salatissima multa: «Almeno nei primi sei mesi – conclude Gallinella – i controlli della polizia amministrativa e giudiziaria dovrebbero essere morbidi, per dare tempo agli esercenti e ai clienti di abituarsi alla nuova normativa».

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