31 Dicembre 2004

Fumo, clienti contro ristoratori

Fumo, clienti contro ristoratori

Berlusconi: «E? una legge liberale». I consumatori: «Sbagliano a boicottarla»

ROMA – Quelli che dovrebbero controllare (o come dicono loro fare gli ?sceriffi?) per protesta chiuderanno gli occhi. Che ne sarà allora della legge anti-fumo? Resterà un cartello appeso al muro in bar e ristoranti e chi non ne vuole sapere di rinunciare alla sigaretta dopo il caffè l?accenderà comunque tanto, si sa, il ?padrone? non s?azzarderà a fare la denuncia? Oppure finirà a lite con quello del tavolo accanto che il fumo non lo sopporta e all?ennesimo invito chiamerà la polizia? La rivolta dei gestori dei locali mette in allarme il governo e scatena l?ira delle associazioni dei consumatori. Preferiamo diventare tanti ?fuorilegge? piuttosto che trasformarci in sceriffi – dicono ristoratori, baristi e titolari di discoteche e sale Bingo – disobbediremo all?obbligo di denunciare il cliente che si ostina a fumare. E il ministro della Salute Girolamo Sirchia li riprende, «è un dovere morale denunciare chi non rispetta le norme». Un «dovere morale, appunto», è la controreplica di Edi Sommariva, direttore generale della Fipe-Confcommercio, «e come tale non sanzionabile. Non volendo il ministro ci dà ragione e si avvicina alle nostre posizioni». Quello che gli esercenti dei 240mila locali italiani non tollerano è proprio è l?obbligo di intervenire con la denuncia e la relativa multa dai 220 ai 2mila euro che rischiano se non lo fanno.
«E? una legge liberale», scende in campo anche Berlusconi. «Chi fuma in luogo aperto al pubblico calpesta il diritto degli altri a non assorbire i veleni». E il ministro per i rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, provocatorio: «Cosa pretende la Fipe? Che siano i clienti a dover litigare tra loro se qualcuno non rispetta il divieto?». Non vogliamo nessuna rissa tra i tavoli, spiega la Fipe, ma non vogliamo nemmeno essere costretti a litigare con i nostri clienti.
La legge va rispettata, è la posizione delle associazioni dei consumatori, sbaglia chi vuole boicottarla. «Ci batteremo contro chiunque porrà degli ostacoli», dice Rosario Trefiletti a nome dell?Intesa dei consumatori. Inutile tutto il chiasso che si sta facendo, «i ristoratori farebbero meglio ad abbassare i toni, la loro posizione è sbagliata. Non sarà un dramma per nessuno, i cittadini sono più civili delle associazioni di categoria». Ve lo immaginate uno spettatore che al cinema accende la sigaretta infischiandosene dei divieti? Nessuno si azzarderebbe più a farlo. «Ci vorrà del tempo, ma la stessa cosa accadrà nei ristoranti e nei bar», Marco Ramadori del Codacons ne è convinto. «I gestori devono chiamare la forza pubblica se qualcuno trasgredisce. Se non lo faranno loro, si muoveranno i clienti». Certo, c?è il rischio che a litigare siano proprio i vicini di tavolo. «Ma stiano tranquilli gli esercenti: la legge non farà diminuire gli affari, anzi li farà aumentare».
A preoccupare, semmai, è la percentuale bassissima (il 4,9%) dei locali interessati a creare una saletta separata. Praticamente finora, informa l?Unide (unione nazionale industrie depuratori elettrostatici), non è stato installato alcun impianto in regola con la nuova legge. Come mai? «E? molto complicato. Le norme sono di difficile applicabilità – spiega Paolo Costa, amministratore delegato di Deparia, una delle aziende fondatrici della Unide – e i costi piuttosto elevati, non solo per l?installazione, ma anche per il consumo energetico. In Italia esistono pochissime aziende in grado di progettare e installare simili impianti».

    Aree Tematiche:
  • FUMO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this