Sirchia: «Nessuna proroga». Matteoli: «No, io sono favorevole»
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- Brescia Oggi
Fumo, è scontro tra ministri
Sirchia: «Nessuna proroga». Matteoli: «No, io sono favorevole»
Roma. La determinazione del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a far entrare in vigore senza proroghe la legge antifumo il prossimo 10 gennaio, ha incontrato ieri sera un inaspettato ostacolo. «In Consiglio dei ministri io e il collega Martino ci siamo espressi a favore di una proroga». A esprimersi in questi termini è stato il ministro dell?Ambiente, Altero Matteoli. «Non la pensiamo – ha aggiunto – come il collega Sirchia». «Io sono stato un grande fumatore per 40 anni, fumavo 50 sigarette al giorno. Ora sono tre anni che non fumo, consiglio a tutti di smettere. Ma certe cose non si possono imporre». Secondo Matteoli, dunque, è giusto consigliare ai fumatori di smettere, ma senza imposizioni. La legge antifumo sta ormai per entrare in vigore, al massimo i fumatori più incalliti possono sperare in una proroga. Come vorrebbe Matteoli, e come vorrebbero anche ristoratori e baristi, che non si sentono pronti a costringere i loro clienti a spegnere l?amata sigaretta e soprattutto ad avvisare le forze dell?ordine in caso di rifiuto.
Ieri Sergio Billè, presidente della Confcommercio, ha inviato una lettera al premier Silvio Berlusconi e al ministro della Salute, chiedendo una proroga per l?entrata in vigore della legge. «Pur condividendo – ha scritto Billè – l?impostazione della norma originaria che tutela la salute dei non fumatori, devo manifestare le più forti riserve sui provvedimenti attuativi della norma medesima, che hanno reso la legge di difficile applicazione per imprese, organi di controllo e cittadini».
Il presidente di Confcommercio ha posto l?accento soprattutto sulla parte della legge che riguarda le sanzioni per i commercianti. «Si è introdotta una nuova fattispecie di illecito amministrativo – ha sottolineato Billè – consistente nella mancata immediata segnalazione alle forze dell`ordine, che viene punita con la sanzione pecuniaria da 200 a 2000 euro, stravolgendo lo spirito della norma fondata su una attiva collaborazione tra imprese e funzione pubblica nell?educazione dei consumatori a comportamenti più consoni e corretti stili di vita».
Billè ha dunque chiesto una proroga per consentire «l?emanazione di una circolare interpretativa atta a risolvere i numerosi quesiti irrisolti in materia e una riflessione sulla decisione di addossare ai conduttori dei locali una vera e propria responsabilità oggettiva per i comportamenti dei clienti».
Se però Sirchia dovesse ammorbidirsi e concedere la proroga, Intesaconsumatori ha già promesso battaglia: «Il governo non ascolti il presidente di Confcommercio – è l?appello delle associazioni dei consumatori – la legge antifumo è una delle poche cose buone, non merita di essere prorogata per i danni enormi che il fumo passivo produce alla salute e all?economia del Paese».
Il ministro della Salute pare comunque determinato a non concedere la proroga, come ha dichiarato già più volte.
Non a caso proprio ieri ha inviato pattuglie dei Nas dei carabinieri in ospedali, scuole e uffici postali per verificare il rispetto dei divieti dove sono già in vigore. Le ispezioni sono state effettuate in diverse Regioni italiane. Nel corso dei controlli sono stati ispezionati 150 ospedali dove sono state riscontrate 39 infrazioni, 23 case di riposo (due infrazioni), quattro scuole (due infrazioni), sei aeroporti (quattro infrazioni), otto sale giochi (cinque infrazioni) e 28 uffici postali (nessuna infrazione).
In particolare, nei controlli eseguiti dai Nas presso le strutture sanitarie sono state sanzionate 41 persone tra i quali tre direttori sanitari, per aver omesso in qualità di responsabili della struttura di curare l?osservanza del divieto di fumo esponendo i cartelli in posizione visibile; un operatore sanitario, otto impiegati tecnico-amministrativi e 26 utenti per aver fumato nei luoghi non consentiti dalla legge; tre utenti per aver fumato nei luoghi non consentiti dalla legge in presenza di donne in evidente stato di gravidanza, di bambini oppure dic lattanti.
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