22 Dicembre 2004

Matteoli e Martino chiedono a Sirchia una proroga

Matteoli e Martino chiedono a Sirchia una proroga. Billè a Berlusconi: «Dateci tempo per organizzarci»

Roma. Sulla legge antifumo ora si divide anche il governo, mentre alla Camera il presidente, Pier Ferdinando Casini, ha già dato disposizione affinché dal 10 gennaio venga rispettata la legge. Il ministro della Salute e quello dell?Ambiente sulla querelle legata ai fumatori non hanno un?opinione comune. Se il primo vuole andare avanti senza concedere proroghe, il secondo, invece, ritiene giusto rinviare i termini. Altero Matteoli ha spiegato di aver manifestato il suo dissenso con l?appoggio del ministro della Difesa, Antonio Martino, nel corso di una riunione a palazzo Chigi. Ma per il momento nulla è cambiato. La Confcommercio, intanto, continua a puntare i piedi. Il presidente Sergio Billè, ieri, ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera al premier Silvio Berlusconi e al ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Non un biglietto d?auguri in vista delle feste natalizie, ma una richiesta di proroga dell?entrata in vigore della legge, prevista per il prossimo 10 gennaio. Un po? di tempo in più, Billè ha chiesto solo questo. E non per favorire il popolo di fumatori, ma per «consentire l`emanazione di una circolare interpretativa» e stimolare «una riflessione sulla decisione di addossare ai conduttori dei locali una vera e propria responsabilità oggettiva per i comportamenti dei clienti». La critica di Billè riguarda un nuovo tipo di illecito amministrativo, se così si può chiamare, contenuto nella bozza del regolamento applicativo della legge ancora non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il gestore di un locale se non segnala immediatamente alle forze dell`ordine chi ha violato il divieto di fumo, viene punito con una sanzione pecuniaria che va dai 200 a 2.000 euro. Un punto questo che – secondo Billè – «stravolge lo spirito della norma fondata su una attiva collaborazione tra imprese e funzione pubblica nell`educazione dei consumatori a comportamenti più consoni a corretti stili di vita». L?interpretazione dei consumatori per il ministro Sirchia non è corretta: «Non mi sembra niente di così drammatico. Non si vogliono sceriffi, ma semplicemente si chiede al gestore del locale che venga eseguita una collaborazione nel rispetto della legge». Il provvedimento – ha aggiunto Sirchia – prevede che se una persona fuma in un luogo dove il fumo è vietato – il gestore del locale deve prima invitare il fumatore a desistere, e se questo insiste, il gestore può chiedere l?intervento delle Forze dell?ordine». Il ministro, nella sua battaglia, può contare sul sostegno di Intesaconsumatori, contraria alla proroga richiesta dal presidente della Confcomercio. L?associazione, che si costituirà dinanzi al Tar contro eventuali proroghe o ricorsi, ha chiesto che nella circolare interpretativa si estenda il divieto assoluto di fumo nei ristoranti. Nella schiera di coloro che chiedono al ministro di resistere c`è poi il farmacologo Silvio Garattini e, a nome dei medici, il presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli ordini dei medici) Giuseppe Del Barone. Il regolamento potrebbe essere pubblicato entro la prossima settimana. E magari il ministro potrebbe, in parte, accogliere la richiesta della Confcommercio, visto che ci sono i tempi per discutere eventuali modifiche. Nella giornata di ieri è arrivata anche una provocazione: il presidente del consiglio regionale della Puglia, Mario De Cristofaro (An), ha annunciato che continuerà a fumare in aula anche dopo il 10 gennaio. «Io continuerò a fumare – ha detto – e dopodichè chiederò di denunciare lo Stato che mi vende il veleno. Perché se lo Stato vuole curare la salute dei cittadini, allora smetta di fabbricare sigarette».

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