22 Dicembre 2004

Billè: «Difficile applicare la legge antifumo»

Billè: «Difficile applicare la legge antifumo»

Lettera al governo.
«Senza proroga ricorso al Tar». Sirchia: «No agli esercenti sceriffi, solo collaborazione»

Roma. Non si spengono le polemiche sull`ormai imminente entrata in vigore della nuova normativa antifumo. Dal 10 gennaio sarà vietato fumare in tutti i locali pubblici, ma i commercianti chiedono ancora tempo per adeguarsi alle nuove norme e soprattutto contestano le sanzioni previste per i gestori dei locali che non informeranno le forze dell`ordine in caso di violazioni da parte dei clienti.
Ieri Sergio Billè, presidente della Confcommercio, ha inviato una lettera al premier Silvio Berluconi e al ministro della Salute, Girolamo Sirchia, chiedendo una proroga per l`entrata in vigore della legge. «Pur condividendo – ha scritto Billè – l`impostazione della norma originaria che tutela la salute dei non fumatori, devo manifestare le più forti riserve sui provvedimenti attuativi della norma medesima, che hanno reso la legge di difficile applicazione per imprese, organi di controllo e cittadini».
Il presidente di Confcommercio ha posto l`accento soprattutto sulla parte della legge che riguarda le sanzioni per i commercianti. «Si è introdotta una nuova fattispecie di illecito amministrativo – ha sottolineato Billè – consistente nella mancata immediata segnalazione alle forze dell`ordine, che viene punita con la sanzione pecuniaria da 200 a 2000 euro, stravolgendo lo spirito della norma fondata su una attiva collaborazione tra imprese e funzione pubblica».
Billè ha dunque chiesto una proroga per consentire «l`emanazione di una circolare interpretativa atta a risolvere i numerosi quesiti irrisolti in materia e una riflessione sulla decisione di addossare ai conduttori dei locali una vera e propria responsabilità oggettiva per i comportamenti dei clienti». Questa parte della norma è quella che non va proprio giù agli esercenti, che già sabato scorso avevano fatto sentire la loro voce su questo punto. «Non si vuole trasformare in sceriffo alcuno – ha replicato ieri Sirchia – ma semplicemente si chiede al gestore del locale che venga eseguita una collaborazione nel rispetto della legge».
La Fipe ha chiesto anche, come Billè, una proroga e una circolare esplicativa, minacciando ricorso al Tar. Ricorso che ieri, dopo la lettera di Billè, ha minacciato anche Intesaconsumatori, nel caso però contrario, della concessione della proroga. «Il governo non ascolti il presidente di Confcommercio – è l`appello delle associazioni dei consumatori – la legge antifumo è una delle poche cose buone, non merita di essere prorogata per i danni enormi che il fumo passivo produce alla salute e all`economia del Paese». Sirchia pare comunque determinato a non concedere la proroga, come ha dichiarato già domenica dopo la richiesta della Fipe. Billè ha anche chiesto al presidente del Consiglio Berlusconi di «promuovere un`urgente campagna di comunicazione finalizzata alla corretta informazione di cittadini e lavoratori». I quali, a meno di improbabili ripensamenti dell`ultima ora, dal 10 gennaio non potranno più accendersi la sigaretta nei locali pubblici.
Anche il mondo politico si sta dividendo sulla possibilità che i parlamentari fumatori vorrebbero ancora avere di fumare in Transatlantico durante le pause. Secondo Gustavo Selva, di An, «non bisogna dare ai fumatori parlamentari la possibilità di costituire, a proprio uso, una `zona franca“ in cui violare la legge da essi stessi approvata».

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