9 Dicembre 2004

Caro-telefonini via alla protesta

Telefonini, croce e delizia degli italiani, anche se l`amore per il grande simbolo del consumismo degli ultimi anni, al quale non rinunciano nemmeno gli indigenti, fa spesso dimenticare spesso il caro-tariffe. In realtà, oggi, per chi chiama è impossibile sapere in anticipo se a rispondergli sarà un Tim, un Vodafone, un Wind oppure una 3. Tutta colpa della cosiddetta «portabilità» del numero: la possibilità cioè di trasferire indifferentemente lo stesso numero da un gestore all`altro. Un`indubbia comodità, ma sulla quale i gestori stessi contano per confondere le idee ai consumatori, che qualche volta si arrabbiano. È il caso dello sciopero «proclamato», per sabato 18 dicembre, dalle associazioni dei consumatori. Il motivo della protesta è contrastare i rincari, le tariffe sono tra le più care di Eurolandia, e denunciare la mancanza di una corretta concorrenza. La reazione dell`IntesaConsumatori nasce dall`aumento del prezzo degli sms, avvenuto in modo contemporaneo da parte dai gestori presenti nel mercato italiano. E` enorme, infatti, la forbice dei prezzi rispetto all`Europa, dove un sms costa tra 0,05-0,06 centesimi, mentre in Italia, esentasse, costa 0,12. «Occorre garantire le regole della concorrenza, se uno aumenta i prezzi gli altri dovrebbero paradossalmente ribassarli, per catturare potenziali clienti. Di fatto ci troviamo davanti ad una situazione in cui i gestori di telefonia si comportano come un cartello», dice Carlo Rienzi, presidente Codacons, che aggiunge di aver già presentato documenti di denuncia alla Autorità garante delle telecomunicazioni. L`Autorità garante delle telecomunicazioni ha risposto di aver ricevuto la diffida dell`IntesaConsumatori che denuncia un mancato rispetto delle regole della concorrenza da parte dei gestori di telefonia. Ma ha dichiarato «di non avere alcuna competenza sui prezzi degli sms, perchè il mercato è libero». Un`altra iniziativa promossa dal Codacons è la richiesta dall`abolizione del blocco, posto dell`Autorità, all`introduzione dei gestori virtuali. Quelli cioè che non hanno reti ma le subaffittano, riducendo i costi fissi e di occupazione, acquisendo così la capacità di offrire prezzi inferiori. «Vogliamo gestori con tariffe competitive – aggiunge Rienzi – un po` come le compagnie low-cost nel trasporto aereo». L`Autorità, ha gia deliberato in precedenza sulla questione, ma vista la stretta attualità, riferisce di essere di nuovo in fase di valutazione.

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