27 Novembre 2004

I medici vincono la battaglia con Telecom

PAGATI 15 MILA EURO PER I DISSERVIZI CREATI: LA SOCIETA? DI TELEFONIA RIMBORSERA? ANCHE LE SPESE SOSTENUTE PER L?ASCOLTO



I medici vincono la battaglia con Telecom



Memotel attivata a loro insaputa






I medici di famiglia hanno vinto la crociata contro la Telecom che – a loro insaputa – aveva attivato a ottobre la segreteria telefonica Memotel su molti dei loro numeri telefonici. «Un?offerta annunciata sulla bolletta di settembre a scopo promozionale, assolutamente gratuita fino al 30 novembre», s?era difesa la Telecom, saputo che la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) si era rivolta al Codacons, al Corecom e alla Procura per contestare la procedura. Ora Telecom chiede scusa e fa retromarcia, creando un precedente importantissimo sul fronte delle iniziative promozionali: dopo tre ore di udienza, l?altro pomeriggio di fronte al Corecom, la Telecom ha offerto ai medici di famiglia un risarcimento danni di 15 mila euro (somma da dividere con il Codacons) oltre all?impegno formale di disattivare immediatamente i servizi di segreteria telefonica attivati ai medici di tutta la regione. Non solo: la Telecom ha garantito che non attiverà più Memotel ai medici di famiglia, senza esplicita richiesta. Infine: la società di telefonia ha garantito lo storno o il rimborso dei costi subiti per l?utilizzo del servizio non richiesto.
La vicenda risale ai primi di novembre: decine di telefonate di malati ai loro medici di famiglia erano rimaste incise – e inascoltate – sulla memoria di Memotel. Chiamate a volte urgenti, altre volte meno, che i pazienti pensavano comunque sarebbero state sentite nell?arco di qualche ora, e che invece erano finite nel nulla, perché i dottori (che solitamente dispongono già di una segreteria telefonica) non sapevano dell?attivazione di una seconda segreteria telefonica centralizzata.
La Federazione dei medici di famiglia, attraverso Giuseppe Angelo Sampieri, membro del direttivo, aveva denunciato immediatamente che «l?impossibilità di reperire il medico da parte dei propri assistiti nelle ore di servizio può aver ingenerato gravi rischi per la salute dei cittadini ed esposto i medici stessi a contestazioni, anche di natura penale, per il loro mancato tempestivo intervento». «Al danno per la salute pubblica – s?era aggiunto il Codacons – va sommato poi il profitto indebito per Telecom, attraverso una prassi commerciale poco trasparente e più volte sanzionata dall`Autorità garante delle comunicazioni».
Pagando questa sorta di penale, la Telecom ammette di fatto l?irregolarità della procedura. Ma la vicenda potrebbe non chiudersi qui. «Telecom – accusa infatti l?avvocato Tiziana Sorriento, presidente regionale Codacons – ha tentato nei giorni scorsi di ?evitarci?, cercando di raggiungere accordi direttamente e soltanto coi medici. Perciò le indagini della Procura e dell?Autorità delle telecomunicazioni sugli esposti avviati dal Codacons andranno avanti per l?accertamento di eventuali responsabilità anche penali. L`autorità delle telecomunicazioni ha avviato indagini anche attraverso la collaborazione della Polizia postale e sul sito della stessa autorità è possibile scaricare un modulo di denuncia di abuso degli operatori telefonici per i servizi non richiesti».
Caso chiuso a metà, insomma. Aspettando nuovi sviluppi, intanto, i medici di famiglia «si scusano per i disguidi che la segreteria memotel può aver creato ai pazienti. Disguidi di cui non siamo certamente

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this