15 Ottobre 2004

L`inflazione scende al 2,1%

L`inflazione scende al 2,1%

Ma consumatori e sindacati continuano a mostrare scetticismo



ROMA ? L`inflazione a settembre è scesa al 2,1%, un livello mai raggiunto dal dicembre 1999. Dopo le città campione e la stima preliminare, è arrivata la conferma ufficiale dell`Istat e il governo brinda per un carovita che ha finalmente messo la retromarcia. Ma consumatori e sindacati continuano a mostrare scetticismo, tra dubbi sull`attendibilità dei dati e perplessità sulle ragioni del calo. L`inflazione, ha confermato l`Istituto nazionale di statistica, è dunque ai minimi da cinque anni, grazie soprattutto alla flessione dei prezzi degli alimentari, che nel 2003 avevano fortemente contribuito alla galoppata del carovita portandolo a un passo dal 3%. La voce alimentari e bevande analcoliche (che pesa per il 16% sulla spesa totale) è infatti calata dello 0,2% su base mensile e ha limitato la crescita all` 1,1% su base annua, dall`1,9% di agosto. Il caro-petrolio, invece, a settembre si è fatto sentire soprattutto sul fronte gasolio. I prezzi della benzina, infatti, rispetto ad agosto sono rimasti fermi, mentre quelli per il diesel sono aumentati dell`1,7%. Ancora più pesante l`aumento mensile dei combustibili liquidi, in sostanza il gasolio da riscaldamento, che è cresciuto dell`1,8%. Molto più consistenti, ovviamente, sono stati i rialzi delle componenti energetiche su base annua, ma come ha ricordato il presidente dell`Istat Luigi Biggeri, sono stati compensati proprio dal calo degli alimentari. A settembre, poi, ricominciano le scuole e anche quest`anno non si sfugge alla regola dell`aumento delle spese per l`istruzione (+1% rispetto ad agosto). Rincari e ribassi che, alla fine, hanno determinato una variazione nulla dei prezzi su base mensile e un aumento del 2,1% rispetto a settembre scorso, contro il +2,3% registrato ad agosto. Una marcia indietro che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito «una buona notizia per il potere d`acquisto degli italiani», mentre il ministro dell`Economia ha parlato di «ottimo segnale»: « Il governo ? ha ricordato Domenico Siniscalco ? fin dall`estate ha posto il potere d`acquisto come caposaldo della propria politica economica». La soddisfazione del governo è condivisa da Confcommercio, ma è guardata con sospetto dai sindacati, secondo cui la buona notizia del calo di settembre è in realtà ingannevole, perchè nasconde una situazione economica difficile. Il ribasso, affermano all`unisono Cgil e Cisl, è infatti determinato soprattutto dal crollo dei consumi, che induce i commercianti a rivedere i prezzi. La Uil, invece, contesta il sistema di rilevazione dell`Istat, «che non corrisponde alla realtà delle famiglie italiane» in particolare per i pesi attribuiti alle varie voci di spesa. Dubbi vengono sollevati anche da Ugl e Cisal, mentre l`Intesaconsumatori parla di «ufficio propaganda e persuasione del Governo», che «lavora a pieno regime per convincere le famiglie italiane che aumenti, rincari e ritocchini sono un`illusione ottica e che gli italiani sono più ricchi».

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