Inflazione, l`Istat conferma A settembre è scesa al 2,1 %
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
L`inflazione a settembre è scesa al 2,1%, un livello mai raggiunto dal dicembre 1999. Dopo le città campione e la stima preliminare, è arrivata ieri la conferma ufficiale dell`Istat e il governo brinda per un carovita che ha finalmente messo la retromarcia. Ma consumatori e sindacati continuano a mostrare scetticismo, tra dubbi sull`attendibilità dei dati e perplessità sulle ragioni del calo.
L`inflazione, ha confermato l`Istituto nazionale di statistica, è dunque ai minimi da cinque anni, grazie soprattutto alla flessione dei prezzi degli alimentari, che nel 2003 avevano fortemente contribuito alla galoppata del carovita portandolo a un passo dal 3%. La voce alimentari e bevande analcoliche (che pesa per il 16% sulla spesa totale) è infatti calata dello 0,2% su base mensile e ha limitato la crescita all` 1,1% su base annua, dall`1,9% di agosto. Una marcia indietro dell`inflazione che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito «una buona notizia per il potere d`acquisto degli italiani», mentre il ministro dell`Economia ha parlato di «ottimo segnale»: « Il governo – ha ricordato Domenico Siniscalco – fin dall`estate ha posto il potere d`acquisto come caposaldo della propria politica economica». La soddisfazione del governo è condivisa da Confcommercio, ma è guardata con sospetto dai sindacati, secondo cui la buona notizia del calo di settembre è in realtà ingannevole, perché nasconde una situazione economica difficile. Il ribasso, affermano all`unisono Cgil e Cisl, è infatti determinato soprattutto dal crollo dei consumi, che induce i commercianti a rivedere i prezzi. La Uil, invece, contesta il sistema di rilevazione dell`Istat, «che non corrisponde alla realtà delle famiglie italiane» in particolare per i pesi attribuiti alle varie voci di spesa. Dubbi vengono sollevati anche da Ugl e Cisal, mentre l`Intesaconsumatori parla di «ufficio propaganda e persuasione del Governo», che «lavora a pieno regime per convincere le famiglie italiane che aumenti, rincari e ritocchini sono un`illusione ottica e che gli italiani sono più ricchi».
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