22 Settembre 2004

«I risultati del blocco non si sono ancora visti»

«I risultati del blocco non si sono ancora visti»

Intervengono le associazioni dei consumatori




«A Siracusa si parla di blocco dei prezzi da prima dell`estate, ma i risultati non si sono visti». Un certo scetticismo accompagna il commento del responsabile dell`Unione Consumatori di Siracusa, Luigi Giarratana, in merito alla manovra decisa tra il governo e la grande distribuzione. «Ma quali prezzi e, poi, bloccati a quale data? – si chiede Giarratana – chi controllerà il passaggio dall`ingrosso al dettaglio? Perché è lì che si annida la truffa peggiore».
Per Giarratana è necessario partire dal blocco dei prezzi all`ingrosso per poi seguire anche quelli al dettaglio «soprattutto gli alimentari che sono la spesa base dell`utente».
«Il costo della vita – dice ancora Giarratana – dipende, tuttavia, anche dai servizi in cui Stato, Regione ed enti locali debbono dire la loro». In evidenza, dunque, il pagamento di gas, energia elettrica, trasporti e imposte, fa notare il responsabile dell`Uc aretusea, che “hanno il loro peso“ sulle tasche dei contribuenti. Giarratana evidenzia inoltre che “l`attenzione“ dello Stato è dovuta alla “lotta martellante“ svolta dalle associazioni indipendenti dei consumatori sul problema caro prezzi che a Siracusa ha determinato, tra le altre cose, la promozione di accordi con le categorie artigiane dei parrucchieri e la stipula di un protocollo d`intesa per il monitoraggio dei prezzi con il Comune e la prefettura.
«Occorre – conclude Giarratana – mettere in campo una seria concertazione tra le parti che realizzi un nuovo sistema di vita e di intesa, che crei trasparenza tra commercianti e consumatori come base di una più aperta fiducia». Forti perplessità sull`accordo sulla riduzione dei prezzi nella grande distribuzione esprime anche il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. «Il dato positivo – commenta Tanasi – è che finalmente ci si è accorti che i prezzi sono aumentati senza concrete ragioni ma soprattutto per motivi di carattere speculativo. Il blocco dei prezzi concordato con il governo è una misura insufficiente perché consolida di fatto gli aumenti già verificatisi e non crea certo un clima di fiducia nei consumatori anche perché si tratta di un accordo che riguarda solo i prodotti a marchio privato, cioè quelli della stessa catena di distribuzione e rappresentano il 10% di quanto si trova sui banchi di vendita». Tanasi propone, dunque, che i prezzi diminuiscano “ad un tasso a due cifre“ intendendo sia quelli delle grande che della piccola distribuzione. «E` necessario inoltre – dice ancora Tanasi – individuare tutti i meccanismi che hanno condotto, da un passaggio all`altro, all`aumento del prezzo finale e individuare e colpire i responsabili che si sono illegittimamente arricchiti».

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