«I risultati del blocco non si sono ancora visti»
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fonte:
- La Sicilia.it
Intervengono le associazioni dei consumatori
«A Siracusa si parla di blocco dei prezzi da prima dell`estate, ma i risultati non si sono visti». Un certo scetticismo accompagna il commento del responsabile dell`Unione Consumatori di Siracusa, Luigi Giarratana, in merito alla manovra decisa tra il governo e la grande distribuzione. «Ma quali prezzi e, poi, bloccati a quale data? – si chiede Giarratana – chi controllerà il passaggio dall`ingrosso al dettaglio? Perché è lì che si annida la truffa peggiore».
Per Giarratana è necessario partire dal blocco dei prezzi all`ingrosso per poi seguire anche quelli al dettaglio «soprattutto gli alimentari che sono la spesa base dell`utente».
«Il costo della vita – dice ancora Giarratana – dipende, tuttavia, anche dai servizi in cui Stato, Regione ed enti locali debbono dire la loro». In evidenza, dunque, il pagamento di gas, energia elettrica, trasporti e imposte, fa notare il responsabile dell`Uc aretusea, che “hanno il loro peso“ sulle tasche dei contribuenti. Giarratana evidenzia inoltre che “l`attenzione“ dello Stato è dovuta alla “lotta martellante“ svolta dalle associazioni indipendenti dei consumatori sul problema caro prezzi che a Siracusa ha determinato, tra le altre cose, la promozione di accordi con le categorie artigiane dei parrucchieri e la stipula di un protocollo d`intesa per il monitoraggio dei prezzi con il Comune e la prefettura.
«Occorre – conclude Giarratana – mettere in campo una seria concertazione tra le parti che realizzi un nuovo sistema di vita e di intesa, che crei trasparenza tra commercianti e consumatori come base di una più aperta fiducia». Forti perplessità sull`accordo sulla riduzione dei prezzi nella grande distribuzione esprime anche il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. «Il dato positivo – commenta Tanasi – è che finalmente ci si è accorti che i prezzi sono aumentati senza concrete ragioni ma soprattutto per motivi di carattere speculativo. Il blocco dei prezzi concordato con il governo è una misura insufficiente perché consolida di fatto gli aumenti già verificatisi e non crea certo un clima di fiducia nei consumatori anche perché si tratta di un accordo che riguarda solo i prodotti a marchio privato, cioè quelli della stessa catena di distribuzione e rappresentano il 10% di quanto si trova sui banchi di vendita». Tanasi propone, dunque, che i prezzi diminuiscano “ad un tasso a due cifre“ intendendo sia quelli delle grande che della piccola distribuzione. «E` necessario inoltre – dice ancora Tanasi – individuare tutti i meccanismi che hanno condotto, da un passaggio all`altro, all`aumento del prezzo finale e individuare e colpire i responsabili che si sono illegittimamente arricchiti».
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