21 Settembre 2004

Prezzi: l?accordo penalizza i piccoli



?I commercianti al dettaglio sono stati esclusi dall?accordo?. L?accusa di Confesercenti è forte e punta direttamente al cuore dell?accordo siglato nei giorni scorsi dal Governo con la grande distribuzione per calmierare i prezzi di alcuni prodotti di prima necessità.

Un fronte che si è immediatamente compattato, dopo l?iniziativa-spot dell?esecutivo nazionale per arginare l?impennata degli aumenti dei prezzi. Alle promesse del premier Silvio Berlusconi di far aumentare in questo modo il potere di acquisto delle famiglie, fa subito eco la voce dei commercianti e delle amministrazioni locali. Per intenderci, quelle penalizzate dalla mancanza di strutture di grande distribuzione. Il grido d?allarme proviene da Virgilio Caivano, portavoce del coordinamento piccoli Comuni Italiani, che afferma senza indugio: “E` un accordo che non ci convince, di efficacia tutta da accertare, perché bisogna verificare l`effettivo blocco dei prezzi, e di nessun aiuto per i piccoli Comuni, dove il piccolo commercio viene penalizzato“. “Non so se questo accordo otterra` i risultati sperati – spiega Caivano – perche` occorrerà andare a verificare nei fatti se le intenzioni saranno rispettate. Di sicuro, invece, questo accordo favorirà solo la grande realtà distributiva e le grandi marche commerciali che potranno ampliare il loro bacino di utenza perché i piccoli commercianti saranno ancora meno in grado di competere“. “Sarà quindi un`ulteriore penalizzazione per i Comuni piccoli: – aggiunge – qui, i commercianti già sono costretti a rifornirsi direttamente dai grandi centri all`ingrosso, con aggravio di costi, mentre prima erano le grandi aziende che andavano da loro“. Il Coordinamento ha una proposta differente per conciliare entrambe le esigenze dei piccoli Comuni, cioé bloccare i prezzi e difendere il commercio. “Le Regioni ed il Governo – conclude Caivano – devono provvedere ad emanare delle leggi sul piccolo commercio, prevedendo una serie di incentivi, mentre i Comuni devono prevedere degli sgravi fiscali?. A tuonare contro l?accordo governativo è anche la Confesercenti: ?L`accordo raggiunto per bloccare i prezzi fino al 31 dicembre 2004 – afferma il presidente nazionale della Confesercenti, Marco Venturi, – è un regalo che il governo sta facendo alla grande distribuzione. Non sappiamo se in cambio c`è la liberalizzazione delle autorizzazioni, o altri regali come la liberalizzazione del sottocosto“. “Quel che è certo – aggiunge Venturi – è che l`intesa rappresenta un attacco ai piccoli esercizi“. Più cauto il giudizio di Confcommercio che rappresenta le sigle della grande distribuzione partecipanti al tavolo del Governo e firmatarie dell?intesa valida fino al 31 dicembre 2004. Ma anche per il leader Sergio Billè si tratta di un accordo che non risolve i problemi del commercio, e tanto meno dell?aumento dei prezzi. Quello che Confcommercio chiede, insomma, è “un confronto più ampio, che coinvolga le Regioni e tutto il mondo del commercio, e che affronti soprattutto i grandi problemi del settore: dalla programmazione, all`innovazione e ai costi di approvvigionamento energetico, fino al ruolo dei centri storici“. “Non prendiamoci in giro – afferma Billè – dicendo che questa crisi, dai fondali oscuri e profondi, può essere risolta solo ritoccando o riducendo il prezzo di qualche prodotto per qualche mese“. L`accordo sulla grande distribuzione, ha spiegato il presidente di Confcommercio, riguarda del resto solo una parte minoritaria sui prodotti sul mercato, pari a circa il 10 per cento del totale. “Si possono fare molte cose che però rischiano di somministrare solo qualche brodino a famiglie che non hanno più soldi per mangiare carne – sottolinea Billè – ma i nostri possono essere solo interventi da pronto soccorso, per rimettere in piedi un sistema economico che oggi e non certo per i prezzi, è costretto a stare in camera di rianimazione, ci vuole ben altro“. Ma è sulla sulla scelta dei beni bloccati, che si incentrano le critiche dei consumatori: “I prezzi dei prodotti oggetto dell`accordo – afferma Altroconsumo – sono già in calo da tempo con una una flessione in due anni del quattro per cento“. Una tesi corroborata in parte anche dai calcoli della stessa Faid (Federazione grande Distribuzione aderente a Confcommercio) che sottolinea un lieve ridimensionamento per i listini dei beni di largo consumo dello 0,2 per cento già dai mesi estivi. Insoddisfatta anche l`Intesaconsumatori, che anziché un blocco chiede un significativo calo del 10-20 per cento. Sullo sfondo dell?accordo, c?è poi la possibilità che nei prossimi mesi venga di fatto istituzionalizzata l?apertura prolungata dei supermercati. Critiche le siglie sindacali: Filcams, Fisascat e UilTucs bocciano quindi l`intesa, che “assume il carattere di un ulteriore regalo“ alla grande distribuzione a scapito della piccola. E si dicono pronti ad azioni `?per contrastare tale scelta“.

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