29 Giugno 2004

Scatto dell`inflazione

Scatto dell`inflazione

A giugno il carovita sale al 2,5%, massimo del 2004 Responsabili della fiammata, il petrolio e il settore dei servizi. Allarme di consumatori e sindacati. Il ministro Marzano: «Dati in linea con l`Europa»



L`inflazione torna a salire dopo quattro mesi di stabilità. Secondo le anticipazioni delle città campione a giugno il carovita è salito al 2,5% dal 2,3% del mese scorso (i prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,2%). L`aumento riporta l`inflazione ai livelli del dicembre 2003, dopo i risultati sostanzialmente stazionari dei primi mesi di quest`anno. I dati non sono comunque definitivi: gli arrotondamenti dell`Istat, attesi per i prossimi giorni, potrebbero “ritoccare“ il tasso annuo al 2,4%. Gli aumenti più forti si sono avuti nel settore dei trasporti e in quello dei beni e servizi. A pesare sarebbe stato dunque il rincaro del greggio registrato a maggio, i cui effetti si stanno facendo ancora sentire, ma anche l`aumento del 10% delle parcelle dei legali, oltre ai rialzi tipici dell`estate di alberghi, ristoranti e bar. Calano invece i prezzi nei settori delle telecomunicazioni e degli alimentari.
«Si tratta solo di un primo passo e siamo ancora lontani dalle cifre reali del carovita – sostiene il Codacons -. E`ancora una proiezione ottimistica alla luce degli aumenti delle ultime settimane, soprattutto della benzina». Preoccupazioni, quelle dei consumatori, condivise dai sindacati. Cgil, Cisl e Uil chiamano in causa il governo, insistendo sulla necessità di una defiscalizzazione della benzina, del rilancio della politica dei redditi e di una politica di sostegno alla domanda. Anche l`opposizione si scaglia contro l`esecutivo. Secondo Francesco Rutelli, leader della Margherita, «un governo che non riesce a tenere sotto controllo il potere di acquisto e garantire agli italiani un tenore di vita dignitoso è destinato a creare altri scompensi». Sull`altro fronte si dice tranquillo il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, secondo il quale l`inflazione in Italia «è in linea con quella europea» ed è «frutto dell`avvio della ripresa».
Il parallelo con i dati degli altri Paesi europei è sottolineato anche dalla Confcommercio, che no n vede, però, miglioramenti nel prossimo futuro. «Il permanere di elementi di tensione dal lato delle materie prime petrolifere e di altri prodotti intermedi – sostiene Confcommercio – rischia di trasferirsi nei prossimi mesi sui costi di produzione e di trasporto di gran parte dei beni, con inevitabili effetti negativi sui rientri dell`inflazione». Previsioni pessimistiche anche per l`Isae, che vede difficile un calo inflazionistico nei prossimi mesi «anche perchè sull`indice dei prezzi di luglio ricadranno l`adeguamento trimestrale delle tariffe energetiche e gli aggiornamenti dei pedaggi autostradali».

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