LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
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fonte:
- Il Mattino
Da un lato il popolo dei consumatori che accusa, rivendicando i propri diritti. Dall`altro la categoria dei commercianti che si difende, facendo registrare una netta diversità di posizioni se non proprio una vera spaccatura tra le diverse associazioni. Nella giornata di «sciopero della spesa», la seconda dell`anno, proclamata per protestare contro gli aumenti selvaggi, i protagonisti sulla scena sono i soliti. Negozianti ed esercenti sul banco degli imputati: Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori (che hanno promosso l?iniziativa odierna) li accusano di essere i maggiori responsabili dei rincari.
«Non possiamo essere additati come capri espiatori dei vertiginosi aumenti che hanno interessato molti beni di consumo – sottolinea il presidente provinciale della Confcommercio, Oreste La Stella -. E, soprattutto, scioperare non serve a niente. Scaricare la responsabilità sui commercianti, poi, è un atteggiamento semplicistico, l?unico modo per non affrontare seriamente il problema. Il commercio in Italia, e in Irpinia in particolare, sta vivendo una fase molto delicata, vittima di rincari e ricarichi dei prezzi alla produzione. I commercianti della provincia di Avellino, situazione che controllo personalmente, stanno pagando colpe di un sistema, rispetto al quale sono solo il meccanismo di un ingranaggio ben più vasto: sono messi all`angolo dal mercato. Gli aumenti alla produzione si ripercuotono inevitabilmente sul consumatore. E non solo. So che può apparire un paradosso, ma i rincari danneggiano, più di tutti, i commercianti, costretti ad affrontare maggiori difficoltà per vendere la merce e impotenti dinanzi a leggi di mercato che sfuggono al loro controllo. L`Irpinia, poi, è investita anche dal fenomeno della grande distribuzione, che mette in ginocchio i piccoli venditori. Ma questa è un`altra storia. Che dire ancora? Siamo alle prese con una situazione complessa, in cui uno sciopero della spesa non ha proprio senso. Si tratta di un`iniziativa inopportuna che prende di mira il bersaglio sbagliato».
Di tutt?altro tenore la posizione della Confesercenti irpina, che individua nello sciopero della spesa un utile strumento di lotta contro gli aumenti dei costi per determinate categorie di beni di consumo.
«I consumatori sono il patrimonio delle aziende commerciali e sono loro a decidere gli andamenti del mercato – afferma il presidente provinciale della Confesercenti, Loffredo- E` inutile far finta di niente e sostenere che va tutto bene. Non è così. La situazione del commercio e, soprattutto, il rapporto con i consumatori sta soffrendo di un forte squilibrio. I prezzi di alcuni settori, come la ristorazione, ma è solo uno dei tanti esempi, sono lievitati a dismisura e il consumatore non deve accettare passivamente. Se c`è uno sciopero, vuol dire che c`è una situazione di malessere e di malcontento. Forse un`iniziativa come quella odierna non può risolverli tutti, ma è certamente un valido punto di partenza».
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