14 Settembre 2003

“Stangatina“ nella borsa della spesa

“Stangatina“ nella borsa della spesa


Confcommercio e Confesercenti preoccupate: temono rincari nel settore alimentare




FANO. Prepariamoci ad una nuova, dolorosa ?stangatina? autunnale che potrebbe far lievitare ulteriormente i prezzi, in particolare dei generi alimentari. Basta fare un rapido giro fra bancarelle, banconi dei supermercati o gettare un?occhiata alle vetrine dei negozi per accorgersi che la spirale dei prezzi ha assunto i connotati di una vite senza fine. «L?allarme è generalizzato in tutta Europa -dice Francesco Mezzotero, segretario della Confcommercio di Fano- e purtroppo è la conseguenza più evidente delle anomalie climatiche dei mesi scorsi». Fino ad ora, dunque, si sono scontati i danni alla produzione, in particolare agro-alimentare, provocati dalle improvvise e inaspettate gelate della primavera. E i prossimi mesi, in particolare ottobre e novembre, non promettono nulla di buono visto l?eccezionale e prolungato periodo di secca nei mesi estivi. «Le conseguenze più pesanti della siccità di quest?anno devono ancora arrivare ?aggiunge Mezzotero-, ma sarebbe ingiusto e sbagliato accusare i commercianti dell?aumento generalizzato dei prezzi». Piena concordanza su quest?ultimo punto anche da parte di Ilva Sartini, segretario della Confesercenti di Fano che difende a spada tratta la categoria dei commercianti, «ultimo e debole anello della catena». Ma non sono state soltanto le condizioni climatiche ad aver scombussolato l?economia: secondo Sartini hanni inciso pesantemente anche l?aumento delle tasse sia a livello nazionale che locale, la diminuzione del potere d?acquisto e l?effetto euro, che avrebbe eroso i salari di circa il 20%. «I costi sostenuti dalle imprese sono più alti e, logicamente, gli aumenti si ripercuotono su tutti i passaggi della filiera, fino al commercio al dettaglio. Sicuramente il più indifeso ?commenta-, perché se in periodo di crisi la grande industria può fare ricorso alla cassa integrazione, la piccola impresa di vendita non possiede alcun strumento di emergenza e la sua sorte dipende esclusivamente dallo sforzo dei singoli». E tutto questo, secondo Sartini, deve far riflettere sulla «necessità di mettere a punto politiche capaci di rilanciare l?economia e i salari. L?invito a lavorare in questo senso è anche per le forze politiche e gli enti locali». Aumenti generalizzati, salari erosi e aria di recessione: ci si deve pentire per essere entrati nell?euro? «No, assolutamente. La moneta unica è stata una conquista fondamentale però, come ogni svolta epocale, deve essere governata con fermezza e attenzione». Intanto il fronte dei consumatori si sta preparando per martedì 16 ad un nuovo ?sciopero della spesa?, sostenuto a livello nazionale dalle associazioni di consumatori Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Adoc e Adiconsum.

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