15 Aprile 2003

A Pasqua consumi ko, subito sconti

Feste amare. Si fa sentire sempre più il caro ristorante e in tavola tornano le tradizioni casalinghe

A Pasqua consumi ko, subito sconti

Più cari torta, colomba, agnello e salsicce ma c?è il salvagente delle offerte




PERUGIA – Si prospetta una Pasqua in tono minore con i consumatori più attenti alla spesa e pronti a riscoprire piacere e tradizioni della cucina tradizionale casalinga. Gli umbri hanno imparato a conoscere meglio l?euro e, rispetto al 2002, si scoprono meno spendaccioni. Se ne sono accorti i commercianti, soprattutto quelli del settore alimentare che, per ridare slancio ai consumi, hanno già tappezzato banconi e scaffali di offerte. Mentre la Confesercenti regionale fa un primo bilancio degli effetti dell?incertezza internazionale sulle vendite, con i consumi di beni durevoli (-23%) e abbigliamento (-17%) in caduta libera.
Gli scaffali di negozi e supermercati sono ancora “intasati“ di uova al cioccolato e dolci pasquali e in molti punti vendita sono già cominciati gli sconti. Così, capita che il prezzo di una colomba classica di marca, salito anche del 15% rispetto a Pasqua 2002, sia già passato da 4,90 euro a 2,60. «Rispetto agli anni scorsi – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – le offerte sono iniziate almeno una settimana prima. In alcuni casi, però, nonostante i ribassi, certi prodotti (come salami o capocolli, ad esempio) restano non proprio a buon mercato. In ogni caso, suggeriamo di controllare sempre il prezzo originario dell?offerta». I ribassi sono cominciati anche sulle uova al cioccolato le cui quotazioni, almeno in alcuni supermercati, risultano stabili rispetto a un anno fa. Non mancano eccezioni e bufale. Confartigianato mette in guardia dal «cioccolato virtuale», invitando i consumatori a riconoscere quello «vero, con burro di cacao e senza grassi vegetali». Altre volte la sorpresa sta nel cartellino. «Un negoziante di Elce ci ha spiegato – aggiunge la Falcinelli – che il prezzo (imposto dalla casa produttrice, ndr) è passato da 21 mila lire a 21 euro al chilo». Nel complesso, l?approccio alla Pasqua 2003 non può definirsi certo euforico. «C?è un doppio aspetto che influisce – spiega Pietro Passeri, presidente provinciale alimentaristi di Confcommercio – l?incertezza legata alla situazione internazionale e il fatto che la gente, rispetto all?anno scorso, quando spendeva senza rendersi conto, oggi è molto più attenta». Questo ha causato una frenata anche nella spesa alimentare dove l?effetto Pasqua non si è ancora sentito. «Le vendite sono ancora sopite». Si aspettano segnali di ripresa nei prossimi giorni. «Molti commercianti hanno capito che la gente non ha molti soldi da spendere – sostiene Lucio Tabarrini, negoziante perugino – e aumentare i prezzi sarebbe controproducente». “Allarme“ rientrato anche sul versante ortofrutta dove «solo l?insalata presenta prezzi ancora alti». Per il resto, i listini sono rientrati nella norma. Senza sussulti il settore macellazione, dove gli unici aumenti riguardano le carni locali di qualità. «Ci sono prodotti per i quali vale la pena spendere qualcosa in più».
La pizza al formaggio sta invece diventando un prodotto da fare in casa. Una tradizione che ha fatto impennare le vendite di burro, strutto e formaggi venduti quasi ovunque a prezzi ribassati di almeno 2-3 euro. Si cucina di più in casa anche per evitare i rincari dei menu di pizzerie e ristoranti, cresciuti in un anno e mezzo del 10-15%. «Abbiamo raccolto le ricevute di diversi esercizi – fa sapere il Codacons – nelle quali abbiamo riscontrato aumenti immotivati e prezzi elevati». Un brutto biglietto da visita anche per i turisti, «troppo spesso “salassati“».


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