17 Marzo 2003

«Nuovo presidente per l`Asi»

Il dietrofront di Pitanza. Undici «sigle» guidate da Assindustria analizzano la situazione

«Nuovo presidente per l`Asi»



Continua la guerra dell`Asi. Mentre il presidente Pitanza non ha ancora dato risposta alla richiesta di convocazione di un nuovo Consiglio generale avanzata a norma di statuto da un terzo dei consiglieri, in un lungo documento Associazione degli Industriali, Cisl, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Fai Sicilia, Legacoop, Uil e Upla Claai analizzano l`attuale situazione.
«La questione del Consorzio Asi e quella correlata delle dimissioni cosiddette “irrevocabili“ da presidente, prima presentate e poi ritirate dal dott. Pitanza, meritano alcune riflessioni che non possono affatto esaurirsi nelle opinioni espresse sulla sua persona da alcuni esponenti politici, ma devono riguardare una serena ed oggettiva valutazione dei fatti. Innanzitutto è bene sapere che le forze sociali hanno ritenuto sin dall`inizio fondata, anche se parziale, l`enunciazione dei problemi che affliggono l`Asi fatta da Pitanza, vera ma niente affatto nuova. Hanno ritenuto, altresì, coerenti le sue dimissioni “irrevocabili“ da presidente, in quanto maggiore responsabile di detti problemi, ed hanno valutato l`occasione positiva per il rilancio dell`Ente. Peraltro, sulla veridicità di queste dimissioni, esse hanno avuto continue e collaborative conferme da parte di Pitanza sino a mezz`ora prima del loro ritiro. Per questa ragione non hanno voluto appesantire il clima. Non sarebbe stato utile né opportuno farlo in danno di una persona che a quel momento meritava considerazione per l`atto coraggioso posto in essere. Dispiace che Pitanza non abbia saputo resistere alle pressioni di alcuni soggetti interessati non al destino dell`Ente, bensì a ben altro. Per questa ragione oggi bisogna entrare nel merito delle dimissioni di Pitanza. Presidente ormai da ben otto anni ha dimenticato che i problemi sui quali ha recentemente fondato il suo disagio gli sono almeno coevi. Egli attribuisce le colpe delle inefficienze dell`Asi all`assessore regionale ed al sindaco di Catania. Se ha senso trovare queste eventuali corresponsabilità, bisogna tuttavia rilevare che sia l`assessore che il sindaco governano i rispettivi enti da molto meno tempo che non Pitanza in rapporto all`Asi. Stando così le cose avrebbe certamente più senso per lui dimettersi, nel vero e non per forma o provocazione. Il presidente Pitanza, peraltro, non ha nemmeno risolto le questioni rispetto alle quali poteva direttamente provvedere. Lo strumento urbanistico è scaduto da dieci anni, con la conseguenza che sono venuti meno i vincoli preordinati agli espropri con grave prolungamento dei tempi e con difficoltà per le procedure di acquisizione delle aree a vantaggio delle imprese. Così da tempo imperversa un indesiderabile mercato parallelo di tipo speculativo sui terreni, molti dei quali precedentemente assegnati dalla stessa Asi senza discriminare adeguatamente fra imprenditori che veramente intendono realizzare l`attività industriale e quelli che sulla rivendita hanno trovato e trovano impropri guadagni. L`Asi non fa manutenzioni e non dà servizi; non ha dimostrato capacità progettuali e sufficiente iniziativa nella ricerca dei finanziamenti per le infrastrutture».
Precisazioni anche sul piano della forma. Nel commentare il frettoloso ritiro delle dimissioni di Pitanza i firmatari del documento così scrivono: «Si ritiene che ciò non sia stato legittimo perché, al di là della permanenza delle dimissioni, il Consiglio ormai aveva ed ha il diritto/dovere di esprimersi sulla vicenda, confermando o revocando la fiducia al Presidente. Ormai la decisione di restare presidente dell`Asi non appartiene più a Pitanza ma al Consiglio Generale, gli piaccia o meno. Così la pensano le forze sociali che hanno a cuore i veri interessi dell`Asi, il suo funzionamento e sviluppo, e tutti quei consiglieri che responsabilmente hanno dimostrato di volersene occupare».
Intanto un gruppo di imprenditori, con in testa Antonino Monteleone, d`accordo con il vicepresidente nazionale Codacons Francesco Tanasi ha inviato una richiesta di incontro urgente al presidente della Regione, all`assessore all`Industria, al presidente dell`Asi, al sindaco Scapagnini, al presidente della Provincia Musumeci e al presidente della Camera di Commercio Ridolfo, per discutere dei disservizi che si registrano alla zona industriale dalla mancanza del canale pluviale alla carenza d`acqua, alla mancanza di illuminazione e fognature. Il Codacons ha espresso il proprio disappunto rilevando «la sostanziale incapacità dell`Asi ad assolvere il proprio ruolo».

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