4 Marzo 2003

L`inflazione frena a sorpresa a febbraio

Il Presidente di Confcommercio Sergio Billè, ritiene siano necessarie tre cose: abbassare l`accisa sui prodotti petroliferi, più concertazione e più consumi



L`inflazione frena a sorpresa a febbraio e mette di nuovo gli uni contro gli altri Confindustria e sindacati, con la prima che chiede adesso un`«adeguata politica dei redditi» e Savino Pezzotta che, viceversa, invoca una «politica dei prezzi» in funzione anti-stagnazione : il mese scorso i prezzi – secondo i dati provvisori diffusi oggi dall`Istat – sono aumentati del 2,6 per cento su base tendenziale registrando l`incremento più basso da settembre 2002. Il dato è in calo rispetto a gennaio (in quel mese l`aumento era stato del 2,8) ma anche rispetto alle rilevazioni delle città campione che avevano annunciato per febbraio un aumento dei prezzi del 2,7.

E continua la volata dei prezzi dei carburanti con la verde che, spinta dal caro-greggio, ha raggiunto in alcuni distributori quota 1,114 euro al litro. Vale a dire circa 2.160 vecchie lire, segnando il nuovo massimo degli ultimi due anni. Una nuova ondata di rincari ha riguardato nel corso del week end molti dei principali marchi con la Esso e la Fina che – secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero delle Attività produttive – hanno portato la verde a quota 1,114 euro a litro ed il gasolio a quota 0,940 euro al litro. Da sabato ha inoltre rimesso mano ai propri listini anche la Erg portando la benzina a quota 1,113 euro al litro ed il gasolio a quota 0,940 euro. Stesso livello – sempre secondo gli ultimi dati disponibili – anche per la verde dell`Api e della Ip mentre sul fronte del diesel a 0,940 euro si è attestata anche la Q8. Solo dall`inizio di febbraio i prezzi della benzina hanno così messo a segno, spinti dalle fiammate del petrolio legate alle tensioni mediorientali, un rincaro intorno a 0,030 euro al litro. Vale a dire oltre 55 vecchie lire in un mese che per un pieno di un`auto di media cilindrata si traduce in una maggiore spesa per gli automobilisti italiani intorno a 1,5 euro. Il caro greggio ha così spinto il carburante a registrare, in un anno, un incremento di circa 0,1 euro al litro: dagli 1,015 euro dell`inizio di marzo 2002 agli attuali 1,114. Si tratta di quasi 200 vecchie lire in più per ogni litro, pari ad un aumento del 10\%, circa quattro volte cioè superiore al tasso di inflazione.Lo stop all`inflazione registrato dall`Istituto di statistica è stato immediatamente contestato dall`Intesa dei consumatori che definisce «non credibile» il tasso del 2,6. Il calo è stato definito insufficiente dai sindacati preoccupati per un quadro economico di sostanziale stagnazione mentre per Confindustria allontana «gli allarmismi» dei mesi scorsi e Confcommercio parla di «dato positivo» parziale.




I consumatori sono tornati ad attaccare l`Istituto di statistica dopo l`errore dello scorso mese che aveva portato alla diffusione di un dato di inflazione del 2,7 invece del 2,8 per cento. «Al calo dell`inflazione al 2,6 per cento a febbraio – afferma l`intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) ci crede solo l`Istat». Gli industriali valutano con soddisfazione il dato Istat di febbraio a cui però – è la sottolineatura del direttore generale Stefano Parisi – dovrà ora seguire un`adeguata politica dei redditi. L`inflazione «continua a scendere e mi sembra che sia un dato positivo – ha detto il braccio destro di Antonio D`Amato – Gli allarmismi che ci sono stati stanno rientrando e dobbiamo continuare in questa direzione anche con la politica dei redditi per accompagnare questa fase di discesa dell`inflazione». Sul fronte sindacale si sottolinea come questo tasso di inflazione si registra in una situazione di domanda stagnante. «Siamo abbondantemente sopra – dice il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio – al tasso di inflazione medio europeo e a quello programmato dal governo». Per il leader della Cisl, Savino Pezzotta, «l`inflazione reale sta marciando ed è quindi necessaria una politica dei prezzi. È quello che stiamo continuando a chiedere al governo».

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