21 Febbraio 2003

«Un referendum contro chi ci appoggiava»

«Un referendum contro chi ci appoggiava»

Il Comitato del no ha presentato ieri mattina il quesito che sarà posto ai cittadini
«Una scelta che colpisce la salute pubblica: è giusto che coloro che la subiranno siano chiamati a esprimere il proprio parere»




SASSARI. Un referendum consultivo per decidere se nella termocentrale di Fiumesanto deve bruciare o no carbone. Il quesito referendario è stato presentato ieri mattina in Comune da alcuni esponenti (Teresa Marras, Bruno Bellomonte, Walter Bruno Pallavisini, Antonio Buluggiu e Angelo Marras) del Comitato anticarbone. La domanda a cui i cittadini, se saranno chiamati alla consultazione, dovranno rispondere è semplice: «Vuoi che nel territorio del comune di Sassari la società Endesa utilizzi, per la produzione di energia elettrica, combustibili come orimulsion o carbone?».
Che si vada a votare, però, non è sicuro. Sarà un`apposita commissione, nell`arco di 30-40 giorni, ad accertare l`ammissibilità del referendum e se il parere sarà favorevole, inizierà la raccolta di firme (ne serviranno circa quattromila) perchè la consultazione elettorale diventi realtà. «Tecnicamente non dovrebbero esserci problemi e il parere sull`ammissibilità dovrebbe essere positivo – dice Antonio Buluggiu, firmatario del quesito -. Se così non fosse la scelta sarà politica e ci dovranno spiegare i motivi».
Probabilmente oggi i sindaci di Sassari e Porto Torres firmeranno la convenzione con l`Endesa (la società che gestisce la termocentrale) che ufficialmente consentirà l`utilizzo del combustibile nero. «E` una decisione che va contro gli accordi internazionali e le direttive comunitarie – aggiunge Buluggiu – e comunque ci sono studi che smentiscono l`Endesa. Perchè non dimostrano che il carbone non inquina? Credo sia impossibile. Lo studio della società è di parte, loro hanno tutto l`interesse a dire il contrario. Il carbone è dannoso per la salute dei cittadini, che viene prima di quasiasi tipo di interessi. Per questo è giusto che siano loro a esprimere il gradimento o meno a questa soluzione».
In Comune era presente anche Giuseppe Contini, che è stato uno dei promotori del referendum tenutosi qualche anno fa a Porto Torres, il cui risultato era stato un no schiacciante al carbone. «Chi allora ci appoggiava ora è contro di noi – dice -. Anche il sindaco Campus si era dichiarato contro il carbone, ora nella votazione in consiglio comunale si è astenuto, una retromarcia inspiegabile». La battaglia è solo agli inizi, ma il carbone a Fiumesanto è una certezza. «Non è detto che gli interessi di questa società coincidano con quelli del comprensorio – spiega Walter Bruno Pallavisini altro firmatario del quesito referendario -. I politici che sono favorevoli al carbone si sono mai chiesti quanto spenderanno i cittadini per curarsi? Ma soprattutto queste persone si rendono conto che stanno disattendendo gli impegni assunti durante la campagna elettorale? Nessuno aveva detto allora che avrebbe favorito l`uso del carbone, ma evidentemente è vero che le promesse fatte quando si cercano voti non vengono mantenute. Il problema ambientale è fondamentale, così come lo è quello dell`energia e le due cose sono conciliabili se si brucia un combustibile ecocompatibile. Tutti a parole vogliono il metano, ma in concreto che cosa si fa per vincere questa battaglia?». Il problema investe trasversalmente tutte le forze politiche. E proprio su questo punto si fonda l`ottimismo del Comitato per bloccare una scelta già fatta. «Le forze politiche che in consiglio comunale hanno votato no, come concretizzeranno questa posizione? – dice Teresa Marras – E chi invece sostiene che l`opinione dei cittadini è importante come si comporterà? E` un problema di democrazia, non solo politico. E poi c`è un altro aspetto: perchè la commissione scientifica che dovrà stilare i rapporti ambientali è finanziata dall`Endesa? Un`anomalìa».
Il Comune intanto ha specificato di aver già da tempo conferito mandato a un legale per la tutela degli interessi di parte civile nel processo per l`Orimulsion, che sta per entrare nel vivo e vede la stessa amministrazione comunale parte offesa nella vicenda. Anche il Codacons e il Wwf parteciperanno a titolo di parti civili.

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