«Un referendum contro chi ci appoggiava»
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fonte:
- La Nuova Sardegna
Il Comitato del no ha presentato ieri mattina il quesito che sarà posto ai cittadini
«Una scelta che colpisce la salute pubblica: è giusto che coloro che la subiranno siano chiamati a esprimere il proprio parere»
SASSARI. Un referendum consultivo per decidere se nella termocentrale di Fiumesanto deve bruciare o no carbone. Il quesito referendario è stato presentato ieri mattina in Comune da alcuni esponenti (Teresa Marras, Bruno Bellomonte, Walter Bruno Pallavisini, Antonio Buluggiu e Angelo Marras) del Comitato anticarbone. La domanda a cui i cittadini, se saranno chiamati alla consultazione, dovranno rispondere è semplice: «Vuoi che nel territorio del comune di Sassari la società Endesa utilizzi, per la produzione di energia elettrica, combustibili come orimulsion o carbone?».
Che si vada a votare, però, non è sicuro. Sarà un`apposita commissione, nell`arco di 30-40 giorni, ad accertare l`ammissibilità del referendum e se il parere sarà favorevole, inizierà la raccolta di firme (ne serviranno circa quattromila) perchè la consultazione elettorale diventi realtà. «Tecnicamente non dovrebbero esserci problemi e il parere sull`ammissibilità dovrebbe essere positivo – dice Antonio Buluggiu, firmatario del quesito -. Se così non fosse la scelta sarà politica e ci dovranno spiegare i motivi».
Probabilmente oggi i sindaci di Sassari e Porto Torres firmeranno la convenzione con l`Endesa (la società che gestisce la termocentrale) che ufficialmente consentirà l`utilizzo del combustibile nero. «E` una decisione che va contro gli accordi internazionali e le direttive comunitarie – aggiunge Buluggiu – e comunque ci sono studi che smentiscono l`Endesa. Perchè non dimostrano che il carbone non inquina? Credo sia impossibile. Lo studio della società è di parte, loro hanno tutto l`interesse a dire il contrario. Il carbone è dannoso per la salute dei cittadini, che viene prima di quasiasi tipo di interessi. Per questo è giusto che siano loro a esprimere il gradimento o meno a questa soluzione».
In Comune era presente anche Giuseppe Contini, che è stato uno dei promotori del referendum tenutosi qualche anno fa a Porto Torres, il cui risultato era stato un no schiacciante al carbone. «Chi allora ci appoggiava ora è contro di noi – dice -. Anche il sindaco Campus si era dichiarato contro il carbone, ora nella votazione in consiglio comunale si è astenuto, una retromarcia inspiegabile». La battaglia è solo agli inizi, ma il carbone a Fiumesanto è una certezza. «Non è detto che gli interessi di questa società coincidano con quelli del comprensorio – spiega Walter Bruno Pallavisini altro firmatario del quesito referendario -. I politici che sono favorevoli al carbone si sono mai chiesti quanto spenderanno i cittadini per curarsi? Ma soprattutto queste persone si rendono conto che stanno disattendendo gli impegni assunti durante la campagna elettorale? Nessuno aveva detto allora che avrebbe favorito l`uso del carbone, ma evidentemente è vero che le promesse fatte quando si cercano voti non vengono mantenute. Il problema ambientale è fondamentale, così come lo è quello dell`energia e le due cose sono conciliabili se si brucia un combustibile ecocompatibile. Tutti a parole vogliono il metano, ma in concreto che cosa si fa per vincere questa battaglia?». Il problema investe trasversalmente tutte le forze politiche. E proprio su questo punto si fonda l`ottimismo del Comitato per bloccare una scelta già fatta. «Le forze politiche che in consiglio comunale hanno votato no, come concretizzeranno questa posizione? – dice Teresa Marras – E chi invece sostiene che l`opinione dei cittadini è importante come si comporterà? E` un problema di democrazia, non solo politico. E poi c`è un altro aspetto: perchè la commissione scientifica che dovrà stilare i rapporti ambientali è finanziata dall`Endesa? Un`anomalìa».
Il Comune intanto ha specificato di aver già da tempo conferito mandato a un legale per la tutela degli interessi di parte civile nel processo per l`Orimulsion, che sta per entrare nel vivo e vede la stessa amministrazione comunale parte offesa nella vicenda. Anche il Codacons e il Wwf parteciperanno a titolo di parti civili.
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