20 Febbraio 2003

Inflazione, l?errore dell?Istat finisce in Procura

Inflazione, l?errore dell?Istat finisce in Procura


Esposto dei consumatori contro l?Istituto di statistica. Ma Biggeri: uno sbaglio umano, non mi dimetto




ROMA – «Mi dispiace. E? stato un errore umano di un dipendente». All?indomani della clamorosa gaffe dell?Istat che ha corretto il dato dell?inflazione di gennaio alzandolo dal 2,7% al 2,8%, il presidente dell?Istituto, Luigi Biggeri recita il mea culpa. Ma dichiara di non aver nessuna intenzione di dimettersi («Non ce n?è motivo: la procedura di rilevamento dei dati funziona» ha detto) così come hanno chiesto a gran voce le associazioni dei consumatori. Le stesse che avevano colto in fallo gli esperti dell?Istat per aver erroneamente contabilizzato nell?indice dei prezzi al consumo di gennaio il ribasso dei farmaci. I consumatori ieri hanno alzato il tiro: l?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha infatti presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma in cui si ipotizzano i reati di «abuso d?atti d?ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici e turbativa di mercato». Un?iniziativa grave che è stata condivisa anche dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Non si scherza con la politica dei prezzi» ha detto il sindacalista mentre il presidente della Confcomercio, Sergio Billè, ha definito quello dell`Istat «un errore da matita blu». Biggeri ha inoltre respinto seccamente le accuse di manipolazione dei dati e pur ammettendo la «gravità» dell?errore, ha invitato a non trascurare il fatto che l?incidenza «è stata solo la variazione al ribasso dello 0,1%. Uno scalino che verrà comunque registrato nella rilevazione di febbraio». Il presidente dell?Istat ha anche annunciato l?avvio di un?inchiesta interna per verificare le responsabilità. A parlare di «gravissimo errore» è il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, secondo il quale però sarebbe esagerato chiedere le dimissioni dei vertici dell?Istituto. La vicenda, ha aggiunto il ministro, «non è tale da minare la credibilità dell?Istat».
Intanto ieri l?istituto ha rettificato l?indice dei prezzi armonizzato a livello Ue che, a sorpresa, rivela una correzione al ribasso: il dato di gennaio scende infatti dal precedente 3% al 2,9%. Cioè l?opposto di quanto è avvenuto per l?indice generale. Il motivo del differente segno delle correzioni è la diversità dei panieri: nell`indice armonizzato entrano infatti i ticket e i contributi delle famiglie mentre nell?indice generale pesa il prezzo dei farmaci a prescindere da chi ne sostenga il costo.

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