Il «caro vita» scende al 2,2% in Europa, ma sale al 2,9% in Italia
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fonte:
- Brescia Oggi
Bruxelles. Scende l?inflazione nella zona euro a novembre, ma cresce in Italia: l?indice armonizzato dei prezzi al consumo di Eurolandia è infatti calato al 2,2% contro il 2,3% di ottobre. La stima-flash di Eurostat – resa nota il 29 novembre scorso – aveva previsto la discesa al 2,2%. Nell?Unione Europea l?aumento dei prezzi a novembre è rimasto stabile al 2,1%, mentre in Italia ha toccato il 2,9% dal 2,8% di ottobre. Secondo Eurostat, i Paesi che a novembre hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi su base annua sono stati l?Irlanda (4,7%), il Portogallo (4,1%), la Spagna e la Grecia (3,9); quelli con i tassi più contenuti sono stati invece Germania (1,0%), Belgio (1,1%) e Svezia (1,4%). Rispetto al novembre 2001, le flessioni più significative in termini relativi hanno riguardato la Svezia (da 2,9 a 1,4%), il Belgio (da 1,8 a 1,1%) e la Germania (da 1,5 a 1,0%); gli aumenti più rilevanti si sono verificati invece in Regno Unito (da 0,8 a 1,6%), Lussemburgo (da 1,4 a 2,7%) e Danimarca (da 1,7 a 2,8%). Il tasso d?inflazione di Eurolandia depurato dalle componenti di energia, beni alimentari e tabacco si è confermato a novembre al 2,3%.Il dato sull?inflazione che è stato diffuso ieri, seppure in discesa, supera la soglia del 2% fissata dalla Banca centrale europea, ma è in linea con le recenti affermazioni di Francoforte. Già da alcuni mesi l?Istituto aveva messo infatti le mani avanti, avvertendo che i prezzi avrebbero potuto superare il 2% verso la fine dell?anno e un po? oltre per effetto di elementi temporanei. L?inflazione – hanno sottolineato ieri i banchieri – dovrebbe però scendere sotto il 2% nel 2003 trascinata in basso dalla modesta attività economica e dall?apprezzamento dell?euro.E sui dati dell?inflazione è scoppiata subito la polemica. Sono «comiche» secondo l?Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) le dichiarazioni rilasciate ieri dal vicepremier Gianfranco Fini e dal presidente di Confcommercio Sergio Billè sull?aumento del tasso di inflazione. «Per bocca di Fini – affermano le associazioni – il Governo assolve i commercianti», che, secondo il vice presidente del Consiglio, non avrebbero colpa degli arrotondamenti e dei ritocchi al rialzo. Per Billè, continuano i consumatori, la responsabilità del caro vita degli ultimi mesi sarebbe invece da attribuire alla scelta, sbagliata, di abbandonare troppo prematuramente l?obbligo di esporre il doppio prezzo.
«Ma non erano Billè, i commercianti e il Governo – si chiede l?Intesa – a considerare il doppio prezzo motivo di intralcio e di confusione all?agire economico?».
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