Actv, una giornata di paralisi
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fonte:
- La Nuova Venezia
Actv, una giornata di paralisi
Garantiti solo collegamenti nelle fasce orarie dei pendolari
VENEZIA. Sarà un mercoledì molto duro, questo, per gli utenti dei trasporti pubblici: è, infatti, arrivato il giorno dello sciopero nazionale di 24 ore indetto da Cgil-Filt, Fit-Cisl e UilTrasporti per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Un`agitazione che, a Venezia, fermerà autobus e vaporetti Actv fino a poco prima della mezzanotte, con solo pochi servizi minimi garantiti.
Dunque, saranno assicurati i servizi autobus a Mestre, Bacino Nord e Bacino Sud solo nelle fasce orarie far far andare a scuola gli studenti (ma non per farli tornare a casa) e i lavoratori pendolari, dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30.
In laguna, invece – sempre in queste fasce orarie – saranno assicurati i collegamenti tra centro storico e le isole della linea 82 (San Zaccaria/San Giorgio/Zitelle, Palanca/Zattere, San Basilio/Sacca Fisola/, Piazzale Roma/Rialto), linea 41/42 (Fondamente Nuove/Colonna e viceversa). Regolare per tutto il giorno – invece – il servizio motonave, ma solo tra Sant`Elena e il Lido e verso Punta Sabbioni. Assicurati anche i collegamenti tra Venezia e Pellestrina. Sospese le linee 1, 51/52, 61/62, 5. Chiusi per tutto il giorno uffici e impianti fissi dell`azienda. In ogni caso, in ogni pontile sono esposte le locandine con le quali l`Actv informa dei collegamenti garantiti e delle linee sospese per tutta la giornata.
I perché di una protesta tanto radicale e pesante per la vita delle città – che ha spinto il Codacons a chiedere ai sindacati diverse forme di agitazione – sono spiegate dalle segreterie veneziane di Cgil, Cisl e Uil in un volantino, con il quale si stigmatizza il «tentativo delle associazioni datoriali (Asstra e Anav) di scaricare sugli enti locali le responsabilità del mancato confronto, non rispettando gli impegni presi sul rinnovo della parte economica e normativa».
Al mancato adeguamento degli stipendi – osservano i sindacati – si accompagna poi «l`aver consentito a non poche aziende, vincitrici di gare e “subappalti“, una spregiudicatezza sempre più insostenibile in tema di diritti e di rispetto delle norme contrattuali senza precedenti nella storia contrattuale di questa categoria».
Allo sciopero sono chiamati tutti i quasi 2900 dipendenti Actv. Ma in Italia saranno ben 120 mila i lavoratori dei trasporti pubblici invitati ad incrociare le braccia in segno di protesta. I sindacati, comunque, se la prendono anche con regioni ed enti locali «perché nessuna assunzione di responsabilità è stata presa sul protocollo d`intesa raggiunto al ministero del Lavoro nel dicembre 1999» e con il governo «che in questa vicenda ha assunto un atteggiamento ambiguo e privo della dovuta autorevolezza d`intervento, necessaria ad imporre l`assunzione di responsabilità e coerenza delle imprese e istituzioni locali».
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