25 Settembre 2002

Actv, una giornata di paralisi

Sciopero nazionale di 24 ore indetto da Cgil-Filt, Cisl-Fit e Uiltrasporti per il mancato adeguamento degli stipendi

Actv, una giornata di paralisi

Garantiti solo collegamenti nelle fasce orarie dei pendolari

VENEZIA. Sarà un mercoledì molto duro, questo, per gli utenti dei trasporti pubblici: è, infatti, arrivato il giorno dello sciopero nazionale di 24 ore indetto da Cgil-Filt, Fit-Cisl e UilTrasporti per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Un`agitazione che, a Venezia, fermerà autobus e vaporetti Actv fino a poco prima della mezzanotte, con solo pochi servizi minimi garantiti.
Dunque, saranno assicurati i servizi autobus a Mestre, Bacino Nord e Bacino Sud solo nelle fasce orarie far far andare a scuola gli studenti (ma non per farli tornare a casa) e i lavoratori pendolari, dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30.
In laguna, invece – sempre in queste fasce orarie – saranno assicurati i collegamenti tra centro storico e le isole della linea 82 (San Zaccaria/San Giorgio/Zitelle, Palanca/Zattere, San Basilio/Sacca Fisola/, Piazzale Roma/Rialto), linea 41/42 (Fondamente Nuove/Colonna e viceversa). Regolare per tutto il giorno – invece – il servizio motonave, ma solo tra Sant`Elena e il Lido e verso Punta Sabbioni. Assicurati anche i collegamenti tra Venezia e Pellestrina. Sospese le linee 1, 51/52, 61/62, 5. Chiusi per tutto il giorno uffici e impianti fissi dell`azienda. In ogni caso, in ogni pontile sono esposte le locandine con le quali l`Actv informa dei collegamenti garantiti e delle linee sospese per tutta la giornata.
I perché di una protesta tanto radicale e pesante per la vita delle città – che ha spinto il Codacons a chiedere ai sindacati diverse forme di agitazione – sono spiegate dalle segreterie veneziane di Cgil, Cisl e Uil in un volantino, con il quale si stigmatizza il «tentativo delle associazioni datoriali (Asstra e Anav) di scaricare sugli enti locali le responsabilità del mancato confronto, non rispettando gli impegni presi sul rinnovo della parte economica e normativa».
Al mancato adeguamento degli stipendi – osservano i sindacati – si accompagna poi «l`aver consentito a non poche aziende, vincitrici di gare e “subappalti“, una spregiudicatezza sempre più insostenibile in tema di diritti e di rispetto delle norme contrattuali senza precedenti nella storia contrattuale di questa categoria».
Allo sciopero sono chiamati tutti i quasi 2900 dipendenti Actv. Ma in Italia saranno ben 120 mila i lavoratori dei trasporti pubblici invitati ad incrociare le braccia in segno di protesta. I sindacati, comunque, se la prendono anche con regioni ed enti locali «perché nessuna assunzione di responsabilità è stata presa sul protocollo d`intesa raggiunto al ministero del Lavoro nel dicembre 1999» e con il governo «che in questa vicenda ha assunto un atteggiamento ambiguo e privo della dovuta autorevolezza d`intervento, necessaria ad imporre l`assunzione di responsabilità e coerenza delle imprese e istituzioni locali».

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