L`Istat ritocca l`inflazione
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Prezzi al 2,4%, consumatori e sindacati all`attacco
ROMA – L`Istat corregge i dati delle città campione sull`inflazione e fissa al 2,4% la crescita dei prezzi in agosto. Un lieve ritocco rispetto al 2,3% fin qui ipotizzato che ha però scatenato una nuova ondata di polemiche, con il Governo che ha minimizzato e le associazioni dei consumatori scatenate nel denunciare la fondatezza sugli allarmi lanciati nel corso dell`estate.
Preoccupati anche i sindacati, mentre dalle opposizioni sono partite bordate contro il governo accusato di sottovalutare la portata della situazione. Le prospettive, secondo i principali analisti, restano inoltre assai poco promettenti. Venerdì dalle città campione potrebbe arrivare la conferma di un`inflazione in crescita anche a settembre con i prezzi lanciati verso il 2,5- 2,6% spinti dalle nuove tensioni sul greggio e dal tradizionale ritocco dei listini autunnali, a cominciare dalla scuola.
Ma è stato lo stesso Istat nel comunicare ieri i dati definitivi a cercare di ridimensionare l`allarme per agosto parlando di «mero ritocco statistico indotto da un diverso calcolo degli arrotondamenti». Una precisazione che non è stata sufficiente a evitare la nuova ondata di polemiche. «Sugli aumenti avevamo ragione noi» hanno ribadito ieri le principali associazioni dei consumatori, sottolineando il pericolo di «un`inflazione che viaggiando ben oltre il 2% fissato dalla Bce ostacola anche l`abbattimento dei tassi di interesse».
Ma per il governo le cose non stanno così. «I dati dell`Istat _ ha commentato il ministro dell`Industria Antonio Marzano _ non solo non sono preoccupanti, ma anzi ci spingono a dire che l`inflazione è sotto controllo». Un`analisi sostanzialmente condivisa dalle associazioni dei commercianti. Per Confcommercio infatti «più che il tasso di inflazione a preoccupare devono essere i girotondi dell`economia che da mesi si sta avvitando senza riuscire a dare alcun segnale di ripresa».
Preoccupati anche i sindacati che chiedono misure più incisive per contrastare la crescita dei prezzi. Sullo sfondo c`è in ballo anche la tornata dei rinnovi contrattuali legati a doppio filo all`andamento dell`inflazione. Una prospettiva che preoccupa Confindustria. Il direttore Stefano Parisi e il capo ufficio studi Giampaolo Galli hanno infatti invitato i sindacati a non imbarcarsi in «una battaglia a perdere, sull`inflazione programmata che se rispettata darebbe un chiaro segnale di credibilità».
Ma i sindacati non accettano questa lettura. Dura la Cgil secondo cui gli ultimi dati «danno la spallata finale alle previsioni fatte dal governo nel Dpef e nel patto per l`Italia minando di fatto la loro credibilità». Accuse anche dalle opposizioni. Per Vincenzo Visco si è«sostanzialmente perso un anno nella lotta all`inflazione che ora viaggia a un ritmo doppio rispetto alla Germania». E per Pierluigi Bersani «è preoccupante la reazione del governo che lascia intendere di gradire un`inflazione al 9,9% purché non torni a due cifre».
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