17 Settembre 2002

L?Istat corregge al rialzo il dato delle città campione.

I sindacati: irrealistico parlare di inflazione programmata all?1,4%, ma la Confindustria avverte: «Quella del sindacato è una partita a perdere»

Sorpresa, ad agosto inflazione al 2,4%

L?Istat corregge al rialzo il dato delle città campione. Marzano: «Situazione sotto controllo»

ROMA ? L`Istat rivede a rialzo l?inflazione tendenziale in agosto al +2,4%, contro il 2,3% stimato in precedenza, infiammando subito le polemiche. Così, mentre i dati statistici fanno emergere che in Italia la città più cara è Cagliari seguita a ruota da Venezia (Roma si colloca al sesto posto) i sindacati sono scesi ieri in campo per chiedere al governo una terapia d?urto per «porre sotto controllo prezzi e tariffe», mentre l?opposizione ha invocato correttivi urgenti sulla Finanziaria. Puntuale,la risposta di Palazzo Chigi che ha respinto ogni scenario a tinte fosche sul futuro dell?economia. «Un?inflazione al 2,4%, in un paese che ancora ricorda un?inflazione addirittura a due cifre – ha sottolineato il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano – non è assolutamente un dato preoccupante, anzi, direi che ci spinge a dire che l?inflazione è sotto controllo». Marzano ha anche affermato, a margine di un dibattito sull?Information Technology organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, di ritenere possibile una riduzione della bolletta elettrica di almeno il 5% nell?arco di un triennio.
A gettare acqua sul fuoco sull?allarme-inflazione, mentre i sindacati vanno all?attacco sostenendo che quella programmata all?1,4 è troppo bassa per rinnovare i contratti, è anche Giampaolo Galli, «chief economist» della Confindustria: il dato di agosto rivisto dall?Istat – ha rilevato – non mi pare un dato affatto preoccupante di per sè, ma può essere un problema per gli effetti che può avere sulla crescita e sulla competitività». Galli, ha anche lanciato un richiamo: «Il sindacato – ha detto – sbaglia a criticare l`inflazione programmata perchè questo di per sè la rende non credibile e tende a far salire i prezzi». Una situazione che potrebbe innescare due possibili scenari: il caso in cui i salari non recuperano rispetto all`aumento dei prezzi e c`è una perdita del potere d`acquisto, e quello in cui i salari invece recuperano. In questo secondo caso, secondo Galli, l`unico effetto è che il paese perde competitività, potenzialità di crescita e reddito reale perchè l`inflazione è più alta. «In ogni caso – avverte – quella del sindacato è una partita a perdere». Per quest`anno, intanto, Confindustria conferma la propria previsione di inflazione media al 2,4%, mentre per il 2003 ritiene essenziale bilanciare qualsiasi eventuale rincaro del petrolio con la moderazione di tutto il sistema dei prezzi e dei salari in Italia e in Europa.
Se per la Confcommercio a preoccupare «non è tanto qualche decimo di più di inflazione, quanto il girotondo dell?economia che non mostra segnali di ripresa», per le associazioni dei consumatori i segnali di pericolo sul versante del caro vita sono ancora forti. «Avevamo ragione noi – hanno tuonato – altro che mere ragioni statistiche hanno indotto l`Istat a correggere dati alla “camomilla di agosto“: sono stati la mobilitazione dei cittadini, lo sciopero della spesa del 12 settembre far correggere numeri ancora troppo sottovalutati».
Scettici anche i sindacati sulle rassicurazioni di governo e Confindustria. Di fronte ad un carovita tornato ai livelli di fine 2001, hanno chiesto di rimettere mano ai contratti. La correzione Istat, dice il numero due della Uil Musi, «è la conferma di quanto sia fondamentale una politica salariale che restuituisca potere d`acquisto alle retribuzioni e capacità di consumo alle famiglie». E se per l?Ugl l`inflazione programmata «non è un dogma», Marigia Maolucci della Cgil, sottolinea che «il Dpef e il Patto per l`Italia risultano non confermati dai dati sulla crescita e sull`inflazione». Segnali di inquietitudine arrivano però anche da altri settori. Così, se Marco Venturi della Confesercenti punta il dito contro i consumi in frenata, il presidente della Cna, Ivan Malavasi, definisce «allarmante» non solo l`inflazione, ma anche il quadro complessivo della congiuntura italiana. In particolare, per la Cna «sarebbe interessante sapere se l?ipotesi di riduzione fiscale è ancora compatibile con la Finanziaria che si sta redigendo». Più ottimista, invece, Luciano Petracchi di Confartigianato: «Sono segnali che non devono preoccupare, il rialzo dell`inflazione ad agosto è dovuto a fenomeni transitori».

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