11 Settembre 2002

Billè: commercianti in piazza a fianco dei consumatori

Domani la decisione in coincidenza con lo ?sciopero della spesa? indetto dalle associazioni

Billè: commercianti in piazza a fianco dei consumatori

ROMA ? Preoccupati per le nubi che si addensano sull?economia, anche i commercianti si preparano a scendere in guerra contro la recessione strisciante. Così, mentre domani prende il via lo «sciopero delle spesa» indetto dall?Intesa dei consumatori(Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) con l?appoggio di Cgil, Sunia e Aspi, il Consiglio nazionale di Confcommercio deciderà nella stessa giornata se anche i commercianti scenderanno in piazza. «Io credo – ha affermato il presidente della Confcommercio Sergio Billè – che dopo aver letto i dati Istat, tutti pesantemente negativi sull`andamento della nostra economia ormai in fase di preoccupante avvitamento, a scendere in piazza non saranno solo i consumatori ma anche, e a loro fianco, tutti i commercianti. Parlare di calmieri, di panieri o di altro, e prendersela con i soli commercianti mentre stanno letteralmente precipitando sia la produzione di ricchezza, sia i consumi delle famiglie che gli investimenti – ha aggiunto Billè in occasione della presentazione di una ricerca sulla comunicazione delle Pmi – significa vedere la pagliuzza e non la trave, in un mercato che sta davvero toccando il fondo e che è ormai ad un passo dalla recessione».
Per Billè, bisogna far «ripartire l`economia e questo sarà possibile solo se si adotteranno misure di carattere fiscale che permettano a famiglie e imprese di guardare al futuro con maggiore fiducia».
Il presidente della Confcommercio ha sottolineato che sono «quattro gli indicatori a luce rossa: un aumento del prodotto interno lordo di ricchezza che difficilmente supererà, nel 2002, lo 0,7% (pari a 10 miliardi di euro in meno rispetto allo scorso anno); un persistente calo dei consumi delle famiglie e un preoccupante calo della spesa turistica; un calo consistente, del 3,3% degli investimenti con punte del 6,1% nel settore delle macchine e delle attrezzature e, infine, un considerevole aumento (+1,9%) della spesa corrente della pubblica amministrazione. Un segno quest`ultimo – conclude Billè – altrettanto preoccupante perchè signfica che non si è riusciti in alcun modo ad arginare costi che sono in buona parte improduttivi». Intanto, mentre i consumatori scioperano contro gli aumenti delle tariffe (trasporti, autostrade, farmaci, acqua, acqua gas, relefonia, rc-auto, canini Rai e Poste), dopo aver messo a punto un apposito «vademecum» contro la spesa (dal cappuccino alle sigarette), le otto associazioni aderenti alla Coalizione dei consumatori, hanno chiesto alla grande distribuzione e ai Comuni (mercati rionali) di destinare spazi per la vendita diretta dai produttori ai consumatori, soprattutto per i prodotti ortofrutticoli.

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