Stop agli aumenti di luce, gas e telefono
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Stop agli aumenti di luce, gas e telefono fino al prossimo 30 novembre. Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato un decreto che congela le tariffe pubbliche per i prossimi tre mesi al livello del primo agosto scorso. Cambierà anche il metodo per fissare le tariffe. Durante il periodo di sospensione, infatti, saranno introdotti «criteri generali integrativi» per la determinazione dei prezzi. «Siamo intervenuti – ha spiegato il premier Silvio Berlusconi – per cercare di mettere un freno all`incremento delle tariffe pubbliche. Come avevo anticipato a Rimini». L?intento è quello di «evitare fermenti inflazionistici» producendo un generale raffreddamento dei prezzi. Ma per Confindustria il decreto rischia, alla sua scadenza, di produrre «un effetto di rimbalzo», mentre l?opposizione lo considera un «bluff propagandistico».
IL DECRETO – Di fatto la sua conseguenza immediata è circoscritta alla bolletta elettrica: resta sospeso l?aumento dell?1,7% deliberato mercoledì scorso dall?Authority dell?energia che avrebbe dovuto applicarsi a partire da domani. Il decreto, si specifica nella relazione di accompagnamento, «interviene esclusivamente sulle materie di competenza delle Autorità di regolazione per l?energia elettrica e il gas e per le telecomunicazioni» e intende «conservare i principi di autonomia e indipendenza delle autorità».
Obiettivo finale, «nel quadro delle liberalizzazioni e privatizzazioni in itinere dei servizi pubblici, previste sia dalla normativa europea sia da quella italiana», è evitare «distorsioni nella valorizzazione dei servizi stessi e delle aziende, imprese e enti simili che allo stato erogano in regime ancora pubblicistico o semipubblicistico». L?emanazione di questi criteri, conclude la relazione, «costituisce in ultima analisi conseguenza diretta dell?indirizzo di politica economica delineato nel Dpef (Documento di programmazione economica, n.d.r .) annuale, la cui responsabilità politica risale direttamente al governo, sia pure attraverso il doloroso passaggio parlamentare».
Nella pratica, infine, secondo fonti governative, il provvedimento anticipa la riforma Marzano dell?energia che ridimensiona il ruolo dell?Autorità.
IL «BLUFF» – Tanto è bastato per far insorgere l?opposizione: «Siamo in attesa di conoscere nel dettaglio gli atti annunciati dal governo – è intervenuto il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani – ma se si trattasse, come sembra, di interventi a gamba tesa sulle Authority sarebbe l`avvio di un ennesimo pasticcio. Significherebbe rompere il termometro per fare abbassare la temperatura».
Per il collega della Margherita, Enrico Letta, si tratta di «una misura prenditempo, un bluff propagandistico, più che una decisione efficace».
A sorpresa qualche critica arriva anche dalla maggioranza: il responsabile per le politiche energetiche di An, Stefano Saglia, mette in guardia contro «atteggiamenti dirigistici che potrebbero allarmare il mercato».
Il decreto è un provvedimento utile ma probabilmente non sufficiente» secondo Confcommercio, che auspica interventi sulla fiscalità, al pari di Confartigianato. Per Confesercenti un`azione «complessiva di contenimento dell`inflazione è positiva» ma il governo resta in ritardo «nel processo di liberalizzazione di settori come quello dell`energia».
RC AUTO – Divisi i sindacati e le associazioni dei consumatori. Il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio ritiene «ridicolo» il blocco dei prezzi. Per Cisl e Uil invece è un atto positivo «anche se il tempo deciso è così limitato che rischia di far impennare di nuovo i listini a dicembre». Favorevole al congelamento l?associazione consumeristica Adiconsum, vicina alla Cisl. Ma anche Adoc e Codacons plaudono l?iniziativa. Si spacca così a metà l?Intesa dei consumatori dove Adusbef e Federconsumatori si esprimono contro il decreto. Critica anche Altroconsumo che giudica l?intervento «poco più di una mancia».
Il governo infine ieri ha prorogato sino alla fine dell?anno il tetto del 15% agli sconti sui libri, il cui termine era previsto per domani.
Nulla di fatto invece sulla Rc auto: il Consiglio dei ministri si è riservato di esaminare il livello delle tariffe nella prossima riunione, dopo l?incontro di Marzano con l?associazione dei consumatori previsto per il 4 settembre prossimo.
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