Accordo tra Confesercenti e consumatori
Quaranta prodotti a prezzi bloccati
Maggioranza spaccata e l?Ulivo chiede un nuovo Dpef
Roma. L ? inflazione continua a crescere anche ad agosto mentre nuovi aumenti sono annunciati per settembre per la bolletta della luce che aumenterà dell ? 1,7%. L ? Istat ha confermato ieri i dati emersi dalle rilevazioni sulla città campione: rispetto all ? anno scorso la corsa dei prezzi ha segnato un rialzo del 2,3%; rispetto a luglio l ? indice dei prezzi è salito dello 0,1%. Non solo, l ? indice armonizzato che tiene conto anche delle variazioni temporaneo dei prezzi, ha fatto registrare un balzo del 2,5% rispetto ad agosto 2001, anche se ha mostrato un calo dello 0,3% rispetto a luglio.
Anche se sono provvisori, i dati diffusi dall ? Istat mostrano aumenti generalizzati in tutte le voci del paniere (ad eccezione delle comunicazioni): alberghi, ristoranti e pubblici esercizi hanno rialzato i prezzi del 4,2%; i generi di ricreazione, spettacoli, cultura, del 3,2% ed anche i prodotti alimentari, l ? abbigliamento e i trasporti hanno fatto segnare aumenti del 2,8%. Dal prossimo mese, invece, aumenterà anche la bolletta della luce: l ? Authority per l ? energia ha infatti autorizzato un aumento delle tariffe elettriche dell ? 1,7% per il bimestre settembre-ottobre, lasciando invece invariato il prezzo del gas.
Con questi ritmi di crescita, avverte l ? Isae, sarà difficile confermare gli obiettivi previsti dal governo: «senza misure di contenimento delle tariffe pubbliche il tasso di inflazione, a fine 2002, dovrebbe superare il 2% indicato dal Dpef». Stando alle stime dell ? istituto la media per il 2002 dovrebbe confermare un ? inflazione al 2,3% e all ? 1,8% per il 2003.
E la conferma di ieri della crescita dell ? inflazione ha ulteriormente gettato acqua sul fuoco delle polemiche sollevate dai consumatori e dai sindacati. A breve riprenderanno le trattative per il rinnovo di molti contratti e le organizzazioni sindacali ribadiscono l ? intenzione di non volersi attenere al tasso previsto dal governo per il 2003. I dati diffusi dall ? Istat – sostengono – confermano che l ? obiettivo di un ? inflazione all ? 1,4% per il 2003 «non è credibile». Nelle piattaforme per i rinnovi bisognerà tenere conto almeno del tasso tendenziale previsto a livello europeo (»1,9%) dicono Cisl e Uil, mentre per la Cgil si dovrà tenere conto direttamente dell ? inflazione reale.
Getta acqua sul fuoco, invece, Confindustria che giudica il dato di agosto «in sè non preoccupante» perchè segna un rialzo di solo lo 0,1%, che non modifica di molto le previsioni per l ? anno in corso. Gli industriali chiedono però al governo un segnale: « la condizione essenziale perchè si riduca l ? inflazione è che ci sia un segnale forte dell ? inflazione programmata e della dinamica retributiva, cioè una conferma da parte del governo dell ? obiettivo dell ? 1,4% per il 2003» dice da Viale dell ? Astronomia il capo-economista Giampaolo Galli. «A questa conferma – continua – devono seguire comportamenti coerenti delle parti sociali. Pur tenendo conto che, in sede di rinnovi dei contratti, l ? accordo del luglio del ? 93 è, per quel che ci riguarda, perfettamente in vigore e prevede la possibilità di un recupero, eventualmente, della differenza tra inflazione programmata e inflazione reale».
I dati di ieri hanno inoltre riaperto il dibattito sull ? attendibilità delle stime dell ? Istat e riacceso le polemiche tra i vari comparti produttivi sulle cause all ? origine dei rincari. Roma. Consumatori esasperati dalla corsa dei prezzi, occhio al listino. Nel giro di qualche giorno i negozianti che hanno aderito al «patto» stretto ieri tra Confesercenti e Intesa dei Consumatori, affiggeranno alle loro vetrine un «logo» riconoscibile, una sorta di «bollino» che rassicurerà gli acquirenti su almeno 40 prodotti con i prezzi bloccati da luglio fino a fine anno, e forse fino a marzo 2003. Quello siglato ieri tra Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori da una parte, e una delle associazioni del commercio dall?altra, «è il primo accordo in Italia tra utenti e commercianti finalizzato a raffreddare i prezzi, a restituire fiducia ai consumatori e quindi a rilanciare i consumi» spiega Carlo Pileri, presidente dell?Adoc. Il paniere sarà composto da una quarantina di prodotti di largo consumo, di quelli che «pesano» nella borsa della spesa delle famiglie, precisa Rosario Trefiletti (Federconsumatori). Il listino, con sopra impressi i prezzi «freddi» per ora fino a dicembre, sarà affisso in vetrina o in altro luogo molto visibile dai commercianti che aderiscono al «patto», in tutte le città, da Palermo a Torino; gli associati della Confesercenti sono circa 220.000.
Il gruppo di lavoro, già avviato, deve decidere nel giro di pochi giorni i prodotti da «congelare», 15 per il settore alimentare, circa 10 per il settore casa (dai detersivi allo spazzolino da denti), altrettanti per l?abbigliamento. Le strutture delle organizzazioni degli utenti sono in grado di attuare controlli a campione sui punti vendita e ai «furbi» scoperti ad alzare i prezzi verrà tolta la possibilità di fregiarsi del logo. Le organizzazioni degli utenti contano sulla complicità degli acquirenti nello scoprire i commercianti scorretti, ma sono convinte che i furbi non saranno molti: questo patto – dicono – conviene soprattutto ai commercianti, vista la caduta verticale dei consumi. Una campagna di informazione metterà al corrente famiglie e acquirenti dell?iniziativa, indicando a quali punti vendita «virtuosi» rivolgere la loro attenzione.
Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, boccia invece senza mezzi termini l ? accordo siglato da Confesercenti e alcune organizzazioni dei consumatori per tenere i prezzi fermi fino a dicembre. «È una iniziativa demagogica che non porta da nessuna parte. Il calmiere è uno strumento da soviet non più proponibile». Billè difende i commercianti, pur ammettendo che «qualcuno può aver fatto il furbo», spiegando che «nella stragrande maggioranza dei casi gli esercenti non attuano compartimenti tali da deprimere ulteriormente i consumi», e chiede al governo di «azionare immediatamente la leva fiscale». «Il ritardo accumulato – dichiara – è all ? origine di questa situazione, che gli Stati Uniti, invece, hanno affrontato proprio abbassando le tasse». Roma. È scontro sui condoni fiscale ed edilizio che i tecnici del ministro Tremonti stanno studiando per coprire i costi della manovra. L?opposizione è contraria alla sanatoria edilizia perchè sarebbe solo un regalo agli abusivi e procurerebbe ulteriore scempio dell?ambiente. Quanto a quello fiscale, secondo l?ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco, è destinato a rivelarsi un fallimento, anche perchè «la gente si era già messa in regola nei giorni scorsi». Ma le posizioni sulle misure da adottare sono diverse anche nella maggioranza, e i leader della Casa delle libertà cercheranno nel vertice di domani un accordo. Contrario a condoni fiscali «tombali» il presidente della commissione Finanze del Senato Riccardo Pedrizzi, perchè «si darebbe la sensazione a chi invece paga le tasse che sia inutile, tanto prima o poi arriva la sanatoria». Si potrebbero al massimo eliminare contenziosi arretrati, oppure contestazioni per errori formali, ma non si può avere, secondo Pedrazzi, «l?obiettivo unico di fare gettito».
Il ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi invita Tremonti a trovare risorse con altre misure, perchè contrario a qualsiasi ipotesi di sanatoria per gli abusi edilizia. «Non porterebbe da nessuna parte», sostiene, «e ci farebbe ripiombare in un passato dove a farla franca sono sempre stati solo e soltanto i furbi».
No al condono edilizio da parte della Lega Nord, che però non esclude quello fiscale.
Nel governo si fa ormai strada l?ipotesi di inevitabili ritocchi al Dpef, che l?Ulivo dà già per scontati. Il documento economico, secondo il leader dei Ds Piero Fassino
«non ha più valore» per la rallentata crescita economica e i dati sull?inflazione. Il centrosinistra ne chiede quindi uno nuovo, «dato che ormai tutte le previsioni non esistono più, e dopo che lo stesso Berlusconi ha seppellito il Dpef con il suo discorso a Rimini». I responsabili economia dei Ds e della Margherita, e l?ex ministro Visco stanno preparando una mozione da presentare in parlamento per chiedere al governo di riferire su economia e conti pubblici.
Palazzo Chigi smentisce intanto la ricostruzione di una telefonata tra Berlusconi e Tremonti, nella quale il premier avrebbe incalzato, preoccupato, il ministro chiedendogli certezze sull?economia. «Frutto di pura invenzione», precisa una nota.
I Ds ironizzano: «poteva essere una delle poche buone azioni del premier». I verdi attaccano soprattutto sul condono edilizio che «incentiverebbe abusivismo e mafia». Anzi, secondo il presidente Alfonso Pecoraro Scanio, che farà un esposto alla magistratura per «istigazione a delinquere», il solo parlarne ha provocato danni, «questo governo riesce a produrre illegalità anche con semplici annunci».
I Verdi intanto annunciano esposti e la costituzione del comitato anti-abusivismo. Il solo parlare di condono – afferma Ermete Realacci, presidente di Legambiente – è «una boccata d ? aria per l ? abusivismo edilizio. E la Sicilia ne è la prova provata: da quando, nel 2001, si è insediata la giunta Cuffaro coi sui proclami di sanatoria, l ? abusivismo lungo le coste è cresciuto del 78%». Quindi Realacci attende dal Governo «un impegno chiaro a censurare i progetti della corrente condonista della maggioranza». Ma c ? è anche un sospetto grave avanzato dal WWf: un nuovo condono edilizio – secondo l ? associazione – potrebbe nascondere la sanatoria degli abusi in aree vincolate.
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