23 Agosto 2002

Le associazioni dei consumatori chiedono di riformare il paniere.

Le associazioni dei consumatori chiedono di riformare il paniere. Il ministro Marzano: non vedo rischi

Scoppia la guerra sull?inflazione

L?Istat: 2,3% ad agosto. I sindacati: contratti a rischio

Scoppia la guerra sull?inflazione. L?Istat segnale che ad agosto l?indicatore del costo della vita sale dal 2,2 al 2,3% e questo basta a sindacati e associazioni di consumatori per far scattare l?allarme: chiedono al Governo di rivedere il tasso programmato all?1,4% o in autunno sarà scontro. La notizia del nuovo surriscaldamento dei prezzi giunge nel pieno delle polemiche innescate dalle associazioni dei consumatori e dalla Confcommercio che accusano il sistema di rilevamento dell?Istat di non essere adeguato e di sottostimare l?aumento del costo della vita. L?Istat e il governo, per bocca del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, hanno difeso il paniere e il sistema di conteggio, ricordando che seguono criteri scientifici stabiliti al livello europeo e invitano a non dare spazio ai ?rilevamenti fai-da-te?.
Alla vigilia dei rinnovi sindacati, contrattuali, i sindacati sembrano quindi pronti a ?scendere sul sentiero di guerra? ed annunciano un autunno caldo. Il tasso di inflazione programmato all?1,4% per il 2003, non soddisfa i sindacati, che lo considerano troppo lontano da quel +2,7% (stimato nello stesso Dpef) che dovrebbe rappresentare la crescita dei consumi delle famiglie. «Mantenere questo tasso per il 2003 significa frenare ulteriormente i consumi, un rischio che il Paese non può assolutamente correre in questa fase», ha affermato Beniamino Lapadula, responsabile delle politiche sociali della Cgil. E i dati della città campione, per il numero due della Cgil Guglielmo Epifani, confermano che «il Patto per l?Italia è un patto sbagliato e pericoloso». Sulla stessa lunghezza d?onde anche la Uil. «Governo e Confindustria sappiano che il sindacato non terrà assolutamente conto di quell?1,4% quando, in autunno, le categorie si metteranno al lavoro per le piattaforme contrattuali», ha detto il segretario generale Luigi Angeletti. Un ultimatum viene invece lanciato dalla Cisl. «Con i dati di agosto», afferma il segretario generale Savino Pezzotta «non si pone solo il problema del rinnovo dei contratti ma anche quello per le categorie che devono recuperare sul piano economico per la differenza fra il tasso di inflazione reale e quello programmato. C?è il sospetto che l?attuale paniere non colga in termini precisi i pesi reali dell?andamento».
Sul piede di guerra anche le associazioni del consumatori per le quali i dati dell?Istat sull?inflazione sono «lontani anni luce dal Paese reale», mentre per il ministro del Welfare, Roberto Maroni, «l?unica voce attendibile in questi giorni è quella dell?Istat. Sull?inflazione si stanno creando polemiche ad arte». Gli fa eco il ministro Marzano. «Io non voglio che ognuno si faccia la sua inflazione, di quartiere o, peggio, di partito. Questo fa solo confusione. L?inflazione deve essere calcolata in modo ufficiale da un?istituzione pubblica sopra le parti, che è appunto l?Istat». Commercianti e consumatori, seppure su fronti opposti, sono unite sulla necessità di «riformare l?Istat» e tengono alta la polemica sul caro-vita. Così cresce l?allarme degli utenti: si tratta dei «una conferma delle preoccupazioni», a parere delle organizzazioni che fanno capo all?Intesa (Adoc, Federconsumatori, Adusbef e Codacons), secondo la quale i rincari delle varie voci di spesa procurerebbero salassi consistenti per tutte fasce sociali. Confcommercio torna invece a lamentare una «vera e propria stagnazione» dei consumi, esige misure urgenti per l?economia e si schiera a favore di una riforma dell?Istat.

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