Confcommercio: far la spesa costa meno del ?92
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fonte:
- Il Messaggero
«Per il ?paniere? medio 0,70 euro di risparmio, alimentari in calo del 9%». Ma i consumatori contestano le cifre
ROMA – Italiani, smettete di lamentarvi. Sul fronte prezzi le cose non vanno male. Fare la spesa oggi costa meno che nel 1992. Per un paniere ?medio“ rispetto a dieci anni fa, e a valori equiparati, l`esborso sarebbe sceso di 70 centesimi, da 18,24 a 17,54 euro. E il risparmio medio sul cibo equivarrebbe ad un 9%. Chi lo dice? I commercianti, il Centro studi Confcommercio, cui si deve l?elaborazione e un bel po? di cifre in dettaglio.
Secondo questi calcoli, dal ?92 al 2001 ad essere maggiormente rincarati sarebbero nell?ordine assicurazioni (+44,5%) e affitti (+29,8%).
Il maggior taglio ai prezzi riguarda invece telefoni e telefonini (-44,1%) e il comparto hi-tech e computer (-34,5%). Giù anche i prezzi dei servizi di telecomunicazioni (-20,8%), gli analcolici e le acque minerali (-13,7%) e tutto il comparto alimentari (-9%). All?interno di quest?ultimo, l?analisi di Confcommercio, centrata su un paniere di 200 beni di largo consumo, dettaglia settore per settore come segue: frutta meno 20%, pesce meno 8,5% e carne meno 8,4%.
Sul fronte dei ?cattivi“, invece, dopo rc auto e canoni di locazione, ecco tabacchi (+25,8%), forniture idriche e altri servizi per la casa (+12,5%), beni per il tempo libero e cultura (+10,9%) ed alcolici (+2,4%).
In fase di calo vengono indicati anche i prezzi dei mobili e dell`abbigliamento, con trend definito «in termini di contenimento della spesa delle famiglie».
Ma le associazioni dei consumatori restano scettiche. E contestano. Non è vero, affermano Codacons, Adusbef e Federconsumatori, «che oggi fare la spesa costi assai meno rispetto al 1992». Plausibile, rilevano le organizzazioni, che i costi di telefonini e hi-tech siano scesi sensibilmente, diversamente dalle polizze assicurative. «È la scoperta dell`acqua calda», affermano. È «scontato che prodotti innovativi ed esclusivi (come i cellulari nel `92) al momento del lancio abbiano prezzi elevati». Ma Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano il forte aumento degli alimentari scattato a partire dal 2002 sul 2001. Mentre, sottolineano, la ricerca Confcommercio «farebbe apparire lo stesso comparto in forte diminuzione». Alla luce di ciò, dicono le organizzazioni, lo studio sembra essere stato fatto per «mistificare quella realtà che è sotto gli occhi di tutti e che vede i prezzi in costante aumento». I dati di Confcommercio avrebbero anche lo scopo di rassicurare i cittadini per far aumentare «consumi ridottisi non certo perché i consumatori soffrono di illusioni ottiche, ma solo perché il 99% si è reso conto di aumenti e arrotondamenti».
I dati di Confcommercio sono contestati, poi, anche da Confedilizia: che in una nota afferma che «non risultato affatto aumenti degli affitti nella misura segnalata dalla Confcommercio».
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