18 Luglio 2002

«Sono i cittadini che dovrebbero essere risarciti»

Inceneritore di Masi e Cosecon

«Sono i cittadini che dovrebbero
essere risarciti»





MASI. «Affari dei pochi furbi contro i diritti dei tanti semplici cittadini». Il ricorso al Tar da parte della Cosecon nei confronti del Comune di Masi, non ha lasciato indifferente il Codacons, l`associazione a tutela dei consumatori, che, anzi, annuncia indignata un esposto alla magistratura in merito agli «avvenimenti» che in questi ultimi tempi coinvolgono il territorio della Bassa. «Purtroppo – premette Maria Chiara Crivellari, responsabile Codacons per la Basa Padovana e Rovigo – basta trovare degli amministratori comunali un po` impreparati, un po` sempliciotti, o meglio ancora compiacenti, e voilà il gioco è fatto: poco a poco saltano fuori i veri business della Bassa, come a Masi». La Crivellari mette sotto accusa senza indugi la Cosecon: «Il coinvolgimento nell`affare inceneritore di farine e Ppv della Salgaim Ecologic di una società a capitale misto pubblico e privato quale è la Cosecon – sottolinea – lascia perplessi e dubbiosi. E` curioso constatare come la Provincia non blocchi questa esplosione di attività altamente inquinanti, collocate tutte nella Bassa. Riolfatto, assessore all`Ambiente della Provincia, garantisce sui media che nessun impianto di riciclaggio e combustione minaccia la Bassa e allo stesso tempo la Cosecon, di cui Riolfatto è vicepresidente, si rivolge al Tar per chiedere i danni contro la delibera di riesame dell`atto riguardante l`inceneritore contestato dai cittadini. Insomma – esclama la Crivellari – guai a ribellarsi, altrimenti la Cosecon ti trascina al Tar e te la fa pagare il triplo. Assomiglia tanto ad un ricatto e ad un monito verso l`intera popolazione della Bassa e verso quelle giunte e quei sindaci riottosi e non allineati». A questo punto il Codacons rileva come dovrebbero essere invece i cittadini a ricorrere al Tar per tutelare i loro «affari», che si chiamano salute, ambiente, agricoltura, deprezzamento di stabili e terreni. «Danni miliardari – conclude la Crivellari – che i cittadini subiranno con una decisione malandrina e poco chiara che impone loro un inceneritore coatto, il quale nulla ha a che spartire con l`utilità pubblica».

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