Eurorincari: è guerra di cifre
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Eurorincari: è guerra di cifre
Troppi aumenti ingiustificati, ma sarebbero compensati dai decrementi
Eurorincari: è guerra di cifre e di… valutazioni. I primi sei mesi di economia governata dall`euro ha rivelato non poche sorprese per il portafogli dei consumatori. Lo «sciopero della spesa» varato nei giorni scorsi dalle associazioni dei consumatori ha quanto meno messo a nudo le cifre e portato alla luce il malcontento di tutti i cittadini. I quali hanno visto da una parte aumentare il costo della vita nell`ultimo periodo e dall`altra calare il potere d`acquisto anche dei beni indispensabili. Così la discrepanza tra le cifre fornite dalle associazioni e quelle ufficiali fornite dall`Istat è apparsa ancora più evidente. Da qui le contestazioni mosse dalle associazioni all`Istat: l`indice sintetico di inflazione fornito dall`istituto di statistica è inadeguato. Non terrebbe conto – dicono le associazioni – dei diversi panieri di spesa, ossia delle diverse tipologie di consumatori. «Un paniere sintetico», ad avviso della Federconsumatori, dunque, quello considerato dall`Istat, che non dà il polso della reale capacità di acquisto per esempio dei soli pensionati. Per quest`ultima categoria di consumatori, infatti, il 60% degli acquisti consiste in prodotti a domanda rigida (in particolare alimentari acquistati quotidianamente).
Ecco, ad avviso, delle associazioni Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, gli aumenti generalizzati verificatisi da gennaio ad oggi: autostrade +2.21%, abbigliamento +25%, bus e metro +29%, caffè +10%, canone Rai +1.46%, carne di vitella +15%, cinema +10%, prodotti ittici +18% (le vongole anche del 29%), sigarette +0.89%, prodotto ortofrutticoli +20% (con punte fino al 35%, ma secondo ulteriori rilevazioni le arance sono aumentate dell`80%, le fragole del 60%, e per un effetto di trascinamento anche le zucchine sono aumentate del 70%, i finocchi del 53%, le carote del 33%, i pomodori del 32%, le patate del 22%, le cipolle del 15%), farmaci +0.41% (ma il costo della Novalgina è aumentato del 10.65% ed un tipo di tranquillante è aumentato del 400%), giornali +12%, gratta e vinci +45,2%, lotterie +16.2%, lotto +93,6%, musei +7%, notai +25%, telegrammi +25%, totocalcio +21%. A giugno sono anche rincarati i servizi più comuni: il canone Telecom di 0.94%, l`energia del 3.3% (0.003 centesimi per chilowattora: un consumo di circa 300 chilowattore al mese significa 90 centesimi al mese, 10.80 euro all`anno). Per il gas l`aumento è del 2.1% (0.007 centesimi per metro cubo: un consumo mensile di 90 metri cubi significa 0.63 centesimi al mese, 7.5 euro all`anno). Aumentate del 15% anche le tariffe Rca per le auto, con una penalizzazione molto forte per i neopatentati (una Rca media di 350 euro comporta un aumento del 52.5%). L`elenco degli eurorincari potrebbe anche continuare. Di diverso avviso naturalmente le associazioni di categoria. In testa la Confcommercio secondo cui «l`unico prezzo veramente salato è quello che le imprese e i consumatori stanno pagando per la mancata riduzione della pressione fiscale e per gli aumenti delle tariffe. L`andamento dei consumi, ormai fermi all`1%, non lascia certo margini alle imprese di aumentare i prezzi se non in quei casi in cui hanno dovuto sopportare dei costi non comprimibili». La dinamica dei prezzi registrata da Confcommercio e da Faid (grande distribuzione) dopo il periodo di doppia circolazione evidenzierebbe incrementi limitati ad alcune tipologie di prodotti e sarebbe compensata da altrettanti decrementi di prezzo su altre tipologie di merce. Per la Confcommercio, inoltre, gli incrementi sono dovuti all`aumento della materia per l`olio extravergine (+3%, per il costo del grano), biscotti (0,5%, per variazioni nei listini a monte), zucchero (+1,1%, per effetto della legge sul sottocosto), succhi di frutta (+1.2% per innalzamento del prezzo della frutta). Cosa costa di meno rispetto a prima, invece, secondo la più grossa associazione dei commercianti? Il caffè (-3%), il latte UTH (-1.2%), la carta (-5%), i prodotti per l`igiene personale (-2%), accessori per la casa e la persona (-0,5%).
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