6 Luglio 2002

«Sciopero della spesa, è riuscito»

Caro-euro – Le associazioni dei consumatori cantano vittoria: nel mirino anche l`Istat e il suo ?paniere?
«Sciopero della spesa, è riuscito»
Il giro d`affari dei supermarket diminuito dal 35 al 50%

Milano Lo sciopero della spesa contro il caro euro ha funzionato. «Almeno un cittadino su quattro ha aderito alla prima manifestazione unitaria dell`intesa dei consumatori: dieci milioni di italiani hanno così protestato contro i `ladri di euro` e il caro prezzi» hanno fatto sapere, con una nota congiunta, gli organizzatori della protesta, ovvero Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons. E` stato un «successo straordinario», dicono, e snocciolano altri dati: «Solo a Roma, l`adesione è stata tra il 20 e il 50%», i dati nazionali sono del tutto simili a questi, «e inoltre da un sondaggio dell`emittente La7 il 68% degli intervistati approva lo sciopero».
E ancora: il giro d`affari nei grandi centri commerciali, quelli in cui maggiormente si è sentito l`effetto della protesta, è diminuito dal 35 al 50%. Quest`ultimo è un dato reso da Confcommercio e Confesercenti, che si sono schierate contro l`agitazione negando che da parte dei negozianti ci siano stati aumenti ingiustificati. Le polemiche, come si vede, non hanno risparmiato questo primo sciopero dei consumatori, ma il bersaglio numero uno, insieme agli esercenti eventualmente «colpevoli» di arrotondamenti selvaggi, è l`istituto di statistica. Secondo i dati Istat, infatti, l`indice dei prezzi è addirittura in discesa negli ultimi mesi, mentre i consumatori continuano a lamentare rincari. E la colpa sarebbe del «paniere» (il gruppo di prodotti che vengono monitorati per stabilire l`andamento dell`inflazione), non sufficientemente rappresentativo degli acquisti degli italiani. Come preannunciato, consumatori ed Eurispes proporranno un loro paniere, in concorrenza con quello «ufficiale». La guerra di cifre è ormai totale. Ieri le associazioni organizzatrici dell`agitazione hanno reso noto che gli arrotondamenti, o gli aumenti mascherati, hanno portato a un rincaro complessivo pari a 7,7 miliardi di euro nel 2002. Una cifra ragguardevole, «quindici volte inferiore ai pur lievi danni, stimati in 516 milioni di euro, prodotti dallo sciopero al commercio e alla grande distribuzione», scrivono i consumatori. Adesso, forti del successo della loro iniziativa, le associazioni alzano la voce, chiedono un incontro con Confesercenti, Confcommercio e anche con il Governo per mettere a punto strategie che frenino il caro prezzi. E proseguiranno «gli incontri con l`Istat per discutere del paniere e delle metodologie di rilevazione territoriali». Il direttore generale dell`Istat Giuseppe Perrone e il direttore statistiche congiunturali Gian Paolo Oneto hanno invitato ad entrare una delegazione e hanno detto «sì al dialogo», escludendo però «aggiornamenti del paniere» che, fra l`altro, dovrebbero basarsi su «criteri statistici definiti dai regolamenti comunitari». L`istituto ha voluto precisare che il paniere comprende i prodotti più rappresentativi; che ogni mese vengono rilevati 300.000 prezzi nei capoluoghi di provincia, presso 28.000 punti vendita: che il calcolo dell`inflazione è il risultato di una media dei valori a disposizione. I dati tanto criticati sono i seguenti: inflazione a giugno al 2,2% rispetto allo stesso mese del 2001 e aumentata dell`1,6% rispetto al dicembre. Secondo il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, l`inflazione sarebbe invece superiore al 4%, «altro che 2,2%».

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