6 Luglio 2002

Il paniere non piace, ma resta

Sciopero della spesa: un italiano su quattro ha aderito alla protesta proclamata contro i rincari

Il paniere non piace, ma resta

L?Istat ha escluso la possibilità di aggiornare l?elenco dei prodotti monitorati

ROMA – «Almeno un cittadino su quattro ha aderito alla prima manifestazione unitaria dell?intesa dei consumatori: dieci milioni di italiani hanno così protestato contro il «caro prezzi». In una nota congiunta, Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons, definiscono un «successo straordinario» il primo sciopero della spesa. «Solo a Roma, da dati Confcommercio e Confesercenti, – informano le associazioni dei consumatori – l?adesione allo sciopero si situa tra il 20 e il 50%, ed inoltre da un sondaggio dell?emittente La7 il 68% degli intervistati approva lo sciopero». «Ora, non solo proseguiranno gli incontri con l?Istat per discutere del paniere e delle metodologie di rilevazione territoriali – conclude la nota – ma le associazioni dei consumatori chiedono un incontro urgente con Confcommercio, Confesercenti ed il governo essendo portatori di una istanza che coinvolge milioni di cittadini». L?Istat conferma la «disponibilità a ulteriori incontri tecnici con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori», ma «esclude che dal confronto diretto possano scaturire eventuali aggiornamenti del paniere». Il comunicato è giunto al termine dell?incontro avuto con alcuni dei rappresentati delle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Insomma, il paniere non lo faranno i consumatori. «A fronte delle critiche mosse su modalità di rilevazione e composizione del paniere – spiega l?Istat – l?istituto è disponibile ad ulteriori incontri tecnici per fornire maggiori spiegazioni e chiarimenti su un?indagine che, si ricorda, deve basasi su criteri statistici definiti dai regolamenti comunitari». Al di là dell?andamento medio dei prezzi, ammette l?Istat, ci sono «variazioni molto diversificate e, in particolare, alcuni aumenti significativi che sono, probabilmente, alla base della percezione diffusa nell?opinione pubblica di un aumento dei prezzi superiore a quello rilevato dai dati aggregati». Tra dicembre 2001 e maggio 2002 «tre dei dodici capitoli di spesa hanno registrato incrementi decisamente superiori alla media: in cinque mesi i prezzi dei prodotti alimentari e quelli inclusi nel capitolo »trasporti« sono aumentati del 2,5%, i prezzi del capitolo alberghi, ristoranti e pubblici esercizi del 3%». E, disaggregando ancora si devono fare i conti con rincari come quelli per patate (+22,8%), ortaggi e legumi (+14,6%), crostacei e molluschi freschi (+7,6%), benzine (+7,2%), lotterie e scommesse (+6,6%).

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