Sciopero spesa, un italiano su 4 diserta i negozi
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fonte:
- Il Tempo
I consumatori vogliono un nuovo paniere di prodotti. L?Istat: non si cambia
Alla protesta contro i rincari l?adesione è stata tra il 20 e il 50%. Roma top per aumenti
«Qui non sono stati applicati rincari». Poche righe, scritte di fretta, con un pennarello blu su un cartello giallo appeso sopra la cassa. Una delle tante panetterie della Capitale prova così a difendersi dallo sciopero della spesa. E non è il solo che ieri ha fatto i conti con i portafogli blindati.
Un successo. Così hanno salutato la prima giornata di sciopero della spesa le quattro associazioni dei consumatori che l`hanno promossa. Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons hanno snocciolato cifre da far impensierire grandi e piccoli distributori: un italiano su quattro, circa 10 milioni di persone, non avrebbe fatto acquisti, nè consumato in bar o ristoranti, nè tantomeno telefonato o mandato e-mail. I danni prodotti dallo sciopero di ieri sarebbero pari a 520 milioni di euro. A Roma (la città dove, secondo i consumatori, i prezzi sarebbero saliti più velocemente) lo shopping del venerdì in pieno clima pre-saldi ha subito un duro colpo. Secondo le associazioni l`adesione è stata tra il 20 e il 50%. A Milano disertati soprattutto i bar, i parcheggi a pagamento e i chioschetti dei fiorai. A Napoli l`adesione avrebbe riguardato, come è prevedibile, soprattutto gli esercizi non alimentari. La Toscana è stata una delle regioni che ha aderito più massicciamente alla serrata.
E forti di questi risultati i consumatori insieme all?Eurispes hanno deciso di costruire un paniere per la valutazione dei prezzi più vicino alla sepsa effettiva delle famiglie. Le associazioni ritengono che il paniere Istat sia piuttosto «rigido» e pertanto poco rispondente all?effettivo peso e alla qualità della spesa delle famiglie italiane. Di qui l?idea di definire una nuova lista di prodotti e servizi da monitorare sulla base della spesa di una famiglia tipo tenendo conto dei nuovi stili di vita.
Ma su questo e sui numeri degli aderenti allo sciopero si è aperta subito la polemica. I consumatori riferiscono di aver avuto i dati da Confesercenti e Confcommercio. Ma l`associazione dei commercianti smentisce di averli forniti. Giornata calda, fin dalle prime ore del mattino, anche davanti al portone dell`Istat di via Cesare Balbo, in una delle zone più commerciali del centro della capitale. Niente striscioni e slogan ma solo qualche bandiera bianca con la sigla di una delle organizzazioni: è un sit-in, non una manifestazione. Le quattro associazioni dei consumatori chiedono di incontrare i vertici dell`Istituto. «Basta con l`inflazione nascosta agli italiani – afferma il presidente dell` Adusbef Elio Lannutti – Il carovita viaggia almeno al 4-5% e non al 2,2% rilevato dall`Istat». L`Istat conferma la «disponibilità a ulteriori incontri tecnici con i rappresentanti dei consumatori», ma esclude che dal confronto diretto possano scaturire eventuali aggiornamenti del paniere.
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