6 Luglio 2002

Consumatori, guerra agli eurorincari

I supermercati ammettono flessioni, a Milano meno caffè al bar. Ma c?è chi ironizza: «Contate anche le pizze vendute al mare»

Consumatori, guerra agli eurorincari

Sciopero della spesa, per i promotori toccato il 25%. Confcommercio smentisce



ROMA ? A Milano se ne sono accorti prima di tutto i bar, dove il consumo di caffè risulta calato. A Roma invece, hanno patito di più i supermercati. Tra gli esercenti c?è chi ammette e c?è chi ironizza, come il camiciaio romano del Centro che sogghigna: «Con un sole così, e di venerdì, a che serve contare i clienti in città? Farebbero meglio a calcolare quanta pizza s?è venduta a Ostia», che di Roma è la spiaggia per antonomasia. Ma dai supermarket in genere si regsitra ua flessione di clientela tra il 20 e il 30%. E c?è chi, come queli di Supermec, rincara: «L?afflusso è quasi dimezzato», dicono i dirigenti, contribuendo a tener su le stime che gli organizzatori della prima astensione nazionale dagli acquisti sciorinano soddisfatti.
«Almeno un cittadino su quattro ha aderito: dieci milioni di italiani hanno protestato contro i ?ladri di euro“ e il caro prezzi», cantano vittoria Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons definendo un «successo straordinario» il primo sciopero della spesa. «Solo a Roma, da dati Confcommercio e Confesercenti – dicono – l`adesione oscilla tra il 20 e il 50%. E in un sondaggio dell`emittente La7, il 68% approva lo sciopero».
La Confcommercio però smentisce, trasferendo la classica guerra delle cifre post-sciopero dalle piazze al conto degli scontrini. Per l?associazione di Sergio Billé non è accaduto nulla, o quasi. Salvo definire l?iniziativa «quantomeno inopportuna, perché introduce elementi di microconflittualità tra consumatore ed esercente». Che per Confcommercio sono «sulla stessa barca, pagando entrambi la mancata riduzione delle tasse e gli aumenti tariffari».
Quanto a Confesercenti, l?altra associazione di categoria (più disposta ad ammettere che lo sciopero nei totali di cassa s?è fatto sentire), l?assunto resta quello dell?autodifesa: ««Con i consumi al palo e le vendite in frenata. soprattutto per piccoli e medi esercizi, è difficile sostenere che i commercianti pensino ad alzare i prezzi anziché incentivare gli acquisti». Ma Marco Venturi, il presidente, si dice «non pregiudizialmente contrario» a rivedere il paniere Istat, l?altra richiesta che le quattro associazioni e i Verdi hanno avanzato.
Proprio alla sede dell?Istat s?è consumato uno dei momenti clou della giornata, il sit-in contro i criteri con cui viene calcolato un tasso d`inflazione ufficiale che, per le organizzazioni dei consumatori, non corrisponde al carovita reale. All`appuntamento si sono presentati al completo i vertici di Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc. Niente striscioni o slogan, solo bandiere bianche col simbolo delle associazioni; tra i presenti, anche il deputato dei Verdi Paolo Cento.
L?Istat, in risposta, apre le porte ai manifestanti. Nessun timore del confronto. I rappresentanti delle quattro sigle salgono così lo scalone, accolti dal direttore generale Giuseppe Perrone e il direttore alle statistiche congiunturali Gian Paolo Oneto. E si comincia a discutere. A colloquio finito, l?Istat dirama una nota ufficiale. Si conferma la «disponibilità a ulteriori incontri tecnici con i rappresentanti dei consumatori», ma «si esclude che dal confronto diretto possano scaturire eventuali aggiornamenti del paniere». L`indagine che porta a definire gli indici «deve basarsi sui criteri statistici definiti dai regolamenti Ue». «Basta con l`inflazione nascosta agli italiani – ribattono Adusbef e soci. – Il carovita viaggia almeno al 4-5% e non al 2,2% rilevato dall`Istat». E Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, si associa: «Il paniere è assolutamente inadeguato. Uno strumento burocratico che rischia di essere una vera e propria truffa per i consumatori».
Il dialogo aperto con l?Istat e l?assicurazione di nuovi incontri non accontenta, comunque, i promotori della protesta. Che chiedono ora un incontro urgente anche con Confcommercio, Confesercenti ed il governo: «Siamo portatori di un?istanza – dicono – che coinvolge milioni di cittadini».

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