SCENE DA EURO-ORDINARIA FOLLIA
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fonte:
- Il Mattino
Uffici pieni come uova: «Per favore, torni più tardi»
In molte città banche e poste hanno chiuso i battenti in anticipo. Motivo, la folla
Come una lotteria. Vince solo chi riesce a mettere almeno un piede in banca. Della serie: scene di euro-ordinaria follia. Protagonisti, gli italiani alle prese con file da urlo e porte in faccia. Se siete tra i temerari che ieri hanno sfidato i grovigli umani assiepati davanti agli istituti di credito è quasi certo: il trattamento da tutto esaurito sarà toccato anche a voi. Di che si tratta? Facile. Basta chiudere i battenti in anticipo e rispedire a casa tutti quegli sfortunati clienti che non sono riusciti ad assicurarsi un posto all?interno della banca. Così mentre siete lì che aspettate di guadagnare un altro pezzetto di strada verso l?agognato ingresso, all?improvviso un cartello vi mette ko: «chiuso». O un solerte addetto alla sicurezza arriva con un messaggio per la folla: «Ci dispiace, non si entra: l?ufficio è strapieno, tornate più tardi». Stessa scena alle Poste dove in alcune città c?è chi non ha retto alle attese stellari. E si è sentito male. «È indegno – ha commentato una signora – spiegando di essere in attesa da due ore. È la quarta volta che torno per ritirare un libretto di assegni in euro». «A me – le fa eco un anziano signore – hanno detto che non avendolo prenotato in anticipo sarei dovuto tornare dopo il primo gennaio. Sono tre giorni che ci provo». Altro che caos. Un tilt senza quartiere che non ha risparmiato neppure i bancomat molti dei quali rimasti a secco di euro per la tre giorni di fermo tra weekend e sciopero. Un vero assalto. Tanto che ieri è stato effettuato un milione e mezzo di prelievi. E sono stati erogati 194 milioni di euro, circa 380 miliardi di lire.
Ma le code da tormento non sono l?unico incubo degli italiani. La raffica di aumenti selvaggi ha scatenato centinaia di telefonate di denucia alle associazioni dei consumatori. Non c?è che l?imbarazzo della scelta: dalle compresse vitaminiche Cebion, passate da 7.500 lire a 4,13 euro (7.997 lire) ai bar, ristoranti, musei, parrucchieri, alberghi. «Addirittura arrivano segnalazioni – rivela il Codacons – sui prezzi dei cavolfiori». Un romano scrive: «Al mercato per avere un chilo di questi ortaggi puoi pagare anche 6.000 lire». In cima ai rincari ci sono caffè, cornetti e brioche. Dopo l?annuncio della prima causa al Giudice di Pace per un bar di Ladispoli che ha portato il cappuccino a 1 euro fioccano denunce ovunque. Come ad esempio quella contro un bar del centro di Firenze che ha corretto il caffè da 1.600 lire a 1 euro. E proprio a Confcommercio e Confesercenti il Codacons ha chiesto di attivarsi perchè i commercianti scorretti siano puniti. A Milano i vigili urbani hanno già multato undici esercizi commerciali dall?arrotondamento selvaggio. A noi consumatori, intanto, non resta altro da fare che aprire bene gli occhi e disertare quei negozi diventati improvvisamente più cari.
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